Cigada (Poli. Milano): “Oscillazioni San Siro? Effetto psicosi, stadio sicuro”

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10 maggio 2019, 09:56
Stadio Meazza San Siro Inter-Benevento

Continua l’inchiesta del quotidiano “La Gazzetta dello Sport” sulle condizioni del Meazza. Dopo che ieri erano stati alzati dei dubbi sull’impianto di San Siro, riguardanti la caduta di alcuni calcinacci oltre alle oscillazioni già segnalate ad aprile (vedi articolo), oggi è stato intervistato il professor Alfredo Cigada, che da tredici anni controlla, con un gruppo che fa capo al Politecnico di Milano, lo stato di salute dello stadio.

NESSUN PROBLEMA – Il professor Alfredo Cigada spiega cosa stia succedendo allo stadio: «San Siro trema? Menomale che lo fa: è naturale in strutture simili. Sarebbe pericoloso il contrario. C’è stato un effetto psicosi dopo la caduta del Ponte Morandi. Ma chi viene allo stadio da tanti anni sa che le oscillazioni non sono una novità. E non sono cambiate: le condizioni di sicurezza sono rimaste identiche a tredici anni fa, vale a dire da quando è iniziato questo percorso. Monitoriamo San Siro come se fosse una persona, quello che facciamo è paragonabile a un holter che registra sempre il battito cardiaco».

TUTTO SOTTO CONTROLLO – Cigada approfondisce il discorso su come a San Siro ogni movimento sia verificato: «Per le vibrazioni, attraverso quarantotto sensori sparsi per lo stadio. Poi ne abbiamo altri venti che controllano la salute del calcestruzzo. E infine ulteriori ventidue sistemati sulle undici travi. Non scappa nulla: anche il minimo cigolio è registrato. Se c’è una scossa di terremoto a trecento chilometri da qui, noi lo sappiamo. Spese eccessive? È l’esatto contrario: tenendolo costantemente sotto controllo possiamo indirizzare gli interventi di manutenzione dove occorre realmente. Vede, proprio la sua osservazione è il motivo per cui cerchiamo di non pubblicizzare troppo quello che facciamo. La gente equivoca e rovescia la realtà. Tra l’altro di recente sono stati diffusi dati sbagliati, ma abbiamo preferito non intervenire: siamo molto al di sotto (rispetto ai 2.6 centimetri per lato di oscillazione segnalati in Inter-Atalanta, ndr)».

PAURA ESCLUSA – Cigada smentisce anche le voci su possibili crolli: «I calcinacci erano residui di lavori precedenti, non parti strutturali. Sulla balaustra verificheremo, ma anche lì parliamo di elementi non portanti. La divisione dei tifosi nel settore ospiti? Quella è stata una precauzione, giusta. Perché le tribune del terzo anello sono più rigide, lo sappiamo. E quindi se non c’è il tutto esaurito è buona norma distribuire il peso. Come avviene negli aerei di linea, ma questo non vuol dire che quell’aereo non sia sicuro. Lo stesso vale per San Siro. Preoccupazione per i concerti? Non per la musica, ma per il comportamento del pubblico: balla e salta a ritmi diversi. E questo crea sollecitazioni particolari, ma al momento anche per gli spettacoli non ci sono rischi. Guardi, sul futuro nessun esperto è disposto a fare promesse. Sul presente le dico: San Siro è strasicuro e soprattutto se lo scenario dovesse mutare lo sapremmo all’istante. Credo che non ci sia garanzia migliore per il pubblico».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Francesco Ceniti, Marco Iaria

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