Cellino: “Chi vuole giocare faccia causa al virus. In B? Ci vado a testa alta”

Articolo di
15 Aprile 2020, 14:57
Massimo Cellino
Condividi questo articolo

Massimo Cellino, presidente del Brescia, è stato protagonista di un lungo intervento ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio 24 in cui ha ribadito le sue posizioni sullo stop al calcio per l’emergenza sanitaria in atto

IL VIRUS E’ SERIO – Cellino si scaglia contro chi lo accusa di voler chiudere il campionato per ragioni personali e invita a comprendere che cosa è realmente questa epidemia: «Fifa e Coni dicono di finirla qui. La FIGC mi ricorda il Governo che crea un sacco di confusione. Il calcio è un’azienda, tutto il resto è politica e burocrazia. Oggi stiamo vivendo una tragedia su cui qualcuno forse sta ancora scherzando, ma io vivo a Brescia e ho visto cosa è il Covid-19 e auguro di non vederlo. Sono stato in Sardegna ed è un’isola felice, non ti rendi conto di che disgrazia è se non la vivi. Ecco perché mi arrabbio, a me di andare in Serie B non me ne frega nulla, io in B ci vado domani mattina. Invece vedo certi colleghi presidenti che continuano a dire di voler giocare, che il virus lo uccidono loro, la scherziamo? L’azienda calcio è l’unica in grado di risollevarsi e ripartire in autonomia senza chiedere aiuti a nessuno. Oggi ci nascondiamo dietro consigli, commissioni di burocrati, di persone che non sono direttamente coinvolte nel calcio. Mi auguro, che Dio mi ascolti, che si possa ripartire, ma sono realista. C’è gente a Roma che passeggia, vedo Claudio Lotito in giacca e cravatta e lo invidio perché sta vivendo da uomo, ma io sono chiuso in casa e ho paura di uscire in giardino».

I DANNI ECONOMICI – Si parla dei danni che lo stop provocherebbe al calcio: «Le società di calcio sono società per azioni come le altre, quando vedi i conti del 90% delle società che sono in rosso e vengono colmati da plusvalenze capisci che paghiamo di stipendi più di quanto incassiamo. Il calcio in questo momento non si gioca per cause di forza maggiore, abbiamo interesse che il calcio continui? I calciatori rinunceranno a qualche stipendio, le TV faranno degli sconti proporzionali, quello che perdiamo da una parte lo recuperiamo dall’altra e si riparte l’anno prossimo facendo da bravi. Come si fa a giocare a luglio quando i bilanci e i contratti si chiudono al 30 giugno? E poi come si fa a ripartire a settembre senza un giorno di vacanza, i giocatori finiscono tutti in fisioterapia dopo due corse. Star fermi 2-3 mesi è una cosa che non abbiamo mai provato prima e non sappiamo nemmeno di cosa stiamo parlando. Dicono che Cellino dice queste cose perché è ultimo, ma se mi dicono che devo firmare per retrocedere e salvare il calcio io firmo e vado in Serie B a testa alta».

LA POSIZIONE DI GALLIANI – Adriano Galliani è uno di quelli che si è esposto per la ripartenza il prima possibile: «Adriano è il mio maestro, ho imparato tutto da lui e dal Milan che è stata la prima società a fare azienda nel calcio. Adriano dice una cosa giusta, lui ha 20 punti in più sulla seconda, e pensa “porca puttana, ho 20 punti in più sulla seconda, ho fatto investimenti e voglio giocare”. Cosa gli posso dire? Adriano, fai causa al virus, hai ragione. Ma parliamoci chiaro, non sono più i tempi in cui si facevano 24 squadre in B e 20 in A, non si manda più la Juventus in B riducendo la penalità nascondendo certe marachelle, io sono orgoglioso di non essere mai stato coinvolto. Adriano Galliani è il più grande, vorrà dire che partirà con 20 punti in più l’anno prossimo, si possono dare punti di penalità e non di bonus? Facciamo causa al virus, non è colpa nostra. Se si cristallizzano i campionati con promozioni e retrocessione succede che bisogna pagare stipendi e premi, parliamo di diritto civile, non di cazzate».

SPOSTARE TUTTO – Secondo Cellino c’è un’unica soluzione: «La soluzione unica che abbiamo già visto, cosa hanno fatto alle Olimpiadi? Spostate di un anno. Cosa ha fatto la Uefa con gli Europei? Spostati di un anno. Se non fosse l’unica soluzione non l’avrebbero fatto? Noi giochiamo per gli spettatori, giocare a porte chiuse è la bestemmia peggiore nel mondo del calcio, o giochiamo per il pubblico o giochiamo al Casinò. Abbiamo fatto salti mortali per gli stadi e adesso non ce ne sbatte più una minchia? La prima componente è lo spettatore. Abbiamo snaturato uno sport con moviole, VAR, minchiate. Stiamo rovinando lo sport più bello del mondo perché mancano i dirigenti capaci, molti miei colleghi sono bravissimi ma non sono dirigenti di calcio. Io sono 30 anni che faccio questo mestiere e ho cercato di farlo come imprenditore, non c’è una società che chiude un conto economico in attivo, ma di cosa parliamo? Sono tutti coriandoli, leggete i bilanci, ma come cavolo di fa ad avere i bilanci così. Approfittiamo di questo virus per mettere a posto le cose e farle serie».


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE