Castellacci: “Serie A il 15 giugno? Ci sono punti da chiarire. Protocollo…”

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24 Aprile 2020, 07:24
Enrico Castellacci
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Castellacci, presidente dell’Associazione Medici del Calcio Italiani, ha parlato in collegamento con “Sportitalia Mercato”. Sulla ripresa della Serie A, da parte sua, ci sono alcuni dubbi soprattutto per quanto riguarda il protocollo sanitario di garanzia.

COME RIPRENDERE?Enrico Castellacci valuta la ripresa della Serie A: «Non sta a noi (medici sportivi, ndr) decidere quando ricominciare gli allenamenti e le partite. Sappiamo perfettamente che sarà il Governo stesso a decidere, quando avremo l’opportunità di poterlo fare. Noi siamo sempre stati molto tranquilli da questo punto di vista, nel senso che non chiedevamo fretta. Io, per esempio, sono anche consulente della squadra del Guangzhou Evergrande in Cina, e sono stato consulente della nazionale cinese. Ho vissuto in prima persona l’iter che c’è stato in Cina, dove appena scoppiò il virus furono bloccati immediatamente sia il campionato sia la Champions League asiatica. Oggi, in Cina, hanno ricominciato gli allenamenti e il campionato sarà fra fine giugno e i primi di luglio. Sono avanti, rispetto a noi, di due-tre mesi: è un fatto che ci ha fatto riflettere e capire che, evidentemente, dobbiamo stare attenti all’evoluzione del virus».

PROTOCOLLO FATTIBILE? – Castellacci ha qualche dubbio sul protocollo sanitario di garanzia: «Il calcio ovviamente si deve preparare alla ripartenza, per questo sono stati fatti i protocolli dalla FIGC per ricominciare. Il problema serio è se sono concretizzabili o meno, perché sta tutto lì: se esistono dei protocolli da rispettare bisogna vedere se si può andare avanti oppure no. Noi abbiamo avuto molte perplessità, ho sempre detto che per quanto riguarda la Serie C e i dilettanti è difficile che, con questi protocolli, possano ricominciare. La Serie B è molto incerta, la Serie A probabilmente potrà anche se, onestamente, con molte difficoltà. Sicuramente c’è tutta la voglia di ricominciare, bisogna farlo però seguendo questi protocolli giustamente rigidi, ma applicabili con grande difficoltà. I virologi danno una linea, che i medici sportivi seguiranno. Se il Governo darà l’OK ci atteniamo, poi secondo me ci vuole un po’ di prudenza».

IL PIANO – Castellacci parla di date: «Le prime due settimane sono allenamenti differenziati, era già previsto che poi cominciassero le partitelle. Il calcio è sport di contrasto, fisico, non si può giocare con le mascherine o mantenere le distanze in campo. È ridicolo. Eccesso di scrupolo? Non so, bisogna sempre stare molto attenti. Il rischio di una ricaduta per il mondo del calcio sarebbe imperdonabile. Basta che un calciatore della Serie A si fermi, molto probabilmente porterebbe alla nuova sospensione del campionato e diventerebbe tutto più problematico. Serie A il 15 giugno? Non metto la mano su niente, perché ci sono tanti punti da chiarire. Prima si parlava del 4 maggio, ora leggo che possono esserci ritardi. Considerate che questi ragazzi, una volta che rientrano, devono fare almeno tre settimane di ritiro: sono stati due mesi fermi. Un po’ di cautela bisogna tenerla, ricominciamo cercando di rischiare il meno possibile».


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