Cassano: “Mi sono buttato via. Ausilio numero uno, il gol all’Inter…”

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22 Aprile 2020, 14:59
Antonio Cassano
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Antonio Cassano è stato l’ospite di oggi a “Casa Sky Sport”. L’ex attaccante dell’Inter ha parlato a lungo della sua carriera e facendo una sincera autocritica sulle troppe occasioni gettate al vento

IL TALENTO BUTTATO – Cassano ammette di aver buttato il suo talento: «Stranamente sono dimagrito, dovevo dimagrire 10 anni fa. Può darsi che la maturità ti porti a migliorare. Sono stato il più grande talento degli ultimi anni buttato via, perché un po’ mi sono buttato via. Una cosa è voler cambiare, una cosa è mandare a quel paese tutti è un’altra cosa. Fare professionista è una cosa, litigare con tutti è un’altra. Genio e sregolatezza ok, ma io ho oltrepassato troppe volte il limite».

COME LO HANNO CAMBIATO I FIGLI – Cassano ammette di essere stato cambiato dalla famiglia: «I figli ti fanno cambiare la prospettiva delle cose, ti devono per forza cambiare. Se ero quello di 20 anni con i figli che insegnamento potevo dare? Di fare tutto e il contrario di tutto? I figli mi hanno cambiato, ma devo ringraziare mia moglie che mi ha dato una grandissima mano a cambiare, mi ha dato tutto l’amore e l’affetto che una donna può dare. Questo è il più grande ringraziamento che posso dare a mia moglie».

REAL MADRID GRANDE RAMMARICO – Cassano ha il grande rimpianto di non aver sfruttato l’occasione del Real Madrid: «Il mio più grande rammarico è quando a 23 anni hai l’opportunità di andare nella squadra più grande della storia e non sfruttarla. Era un’occasione che tutti pagherebbero di andare al Real Madrid e io mi sono bruciato con errori clamorosi. E’ la più grande scemenza che ho fatto, non puoi andare nella più grande squadra della storia e buttarla dalla finestra. Quello mi ha fatto capire cosa ho buttato via è il mio più grande rammarico».

ANDARE AL BARCELLONA – Cassano ebbe il dubbio tra Real e Barcellona: «Nel mio posto nel 2006 al Barcellona giocava Ronaldinho che stava già al top, c’era Eto’o e Messi in rampa di lancio, diventava problematico. Al Real Madrid me la giocavo con Robinho. Al Real dovevo sostituire Figo o Owen significava che eri uno dei più forti. Ho fatto la scelta giusta ad accettare ma ho fatto una grande stupidata a combinare disastri».

IL RAPPORTO CON CAPELLO – Cassano ha avuto un lungo rapporto con Fabio Capello: «Io penso che Capello ha fatto tanto per me. Quando sono arrivato al Real Madrid lui è arrivato dopo. Ho fatto la preparazione, ho perso 16 chili e ho iniziato le prime 3 partite con 2 gol. Mi ero rimesso in sesto, poi alla quarta partita mi ha messo fuori e sono andato fuori di testa mancandogli di rispetto e ha sbottato perché non ne poteva più. Ti dà l’anima ma tratta tutti alla stessa maniera, se gli manchi di rispetto ti mette a croce. Poi mi ha ridato l’opportunità, lui ha fatto tanto per me, sono io che ho fatto poco per lui».

LA MIGLIORE ESPERIENZA – Il miglior Cassano si è visto alla Sampdoria: «L’esperienza migliore che io ho avuto è stata la Sampdoria. Venivo da un anno e mezzo buio al Real, mi sono rimesso in gioco e ho fatto tre anni e mezzo un qualcosa di straordinario con quarto posto e finale di Coppa Italia con una squadra molto normale. Poi ho conosciuto mia moglie che mi ha dato le cose più importanti, l’esperienza più importante è stata la Sampdoria e vivrò qua per tutta la mia vita perché è una città che mi ha dato tanto».

AUSILIO NUMERO UNO – Arriva un messaggio vocale molto particolare, quello del direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio che gli chiede se voglia diventare direttore sportivo: «Uno dei primi a cui ho fatto la videochiamata quando mi sono rasato, non parlava perché non si aspettava una risposta del genere. Lo devo ringraziare, l’ho conosciuto quando giocava, so come lavora. Lui non si vende bene, ha scoperto tanti giocatori come Kovacic, Lautaro, Julio Cesar. Lui non si vende bene, fa bene a essere così, ma è il numero uno».

IL SOGNO DA DIRETTORE – Cassano approfondisce il suo sogno di diventare un direttore sportivo: «Con Ferrero ci siamo incontrati e ci siamo presi del tempo, ci dovevamo incontrare ma ora siamo chiusi in casa. Abbiamo parlato, l’idea di fare il direttore sportivo c’è. Il mio sogno è fare il direttore sportivo, io amo il calcio, vivo il calcio, per me la mia vita è il calcio. Se devo fare questo lavoro la prima persona che vado a contattare è Adani, è una persona di una semplicità e di una conoscenza che si trova in poche persone nel calcio. E’ il Messi degli opinionisti, è qualcosa fuori dal mondo, se gli chiedi se ci sono giocatori in Ecuador o in Bolivia li conosce. La trattativa la farebbe lui, posso solo ascoltarlo, gli farei una proposta di lavorare con me».

L’AVVERSARIO PIU’ FORTE – Cassano parla del difensore più forte mai affrontato: «Il calciatore più forte che mi ha fatto dannare l’anima è stato Maldini. Con tutti gli altri difensori come Nesta, Samuel, Cannavaro sapevo come metterli in difficoltà. Con Maldini avevo questo problema. Come lo fregavi? Era rapido, forte fisicamente, intelligente. Era uno che mi creava qualche problema è stato il difensore più forte mai incontrato a livello mondiale».

IL MONDIALE – Cassano ha fatto parte della fallimentare spedizione azzurra ai Mondiali del 2014 in Brasile: «Dico la sincera verità. Sono situazioni che nel calcio contano poco. Posso raccontare determinati episodi e aneddoti, uno può non dormire, essere sovrappeso, è la testa che deve funzionare. Noi abbiamo fatto un mese tirato allenandoci nella sauna e abbiamo sbagliato qualcosa a livello di preparazione, eravamo sfatti dal punto di vista fisico. La mattina noi per un mese, dalle 8 alle 9 correvamo dentro la sauna a 150 gradi, io dopo 3 giorni ho detto che erano matti, come si fa a correre nella sauna? Ti devi abituare al caldo? Mi mandavano al manicomio».

TORNARE AL BARI – C’è stata la possibilità di tornare a Bari nel finale di carriera: «Ho avuto la proposta quando ero al Parma da Paparesta. Sono stato vicinissimo però non me la sono sentita. Andare in Serie B, ricominciare un’altra volta, poi nella propria città non si deve mai tornare se ci si è già giocato. Non me la sono sentita e ho preferito tornare alla Sampdoria perché la mia vita si doveva fermare a Genova, era un percorso finito male e volevo chiudere come volevo, poi le cose non sono andate come volevo, ma volevo chiudere alla Sampdoria e così è stato».

L’ESPERIENZA AL MILAN – Cassano parla dell’esperienza al Milan dove ha vinto uno scudetto: «Al Milan, se andate a vedere, ho sempre parlato bene della gente e di come mi sono trovato, dello scudetto vinto. Io ho avuto solo problemi con Galliani, volevo un rinnovo di contratto e loro volevano rinnovare di anno in anno. Poi l’Inter mi cercava e ho fatto lo strappo finale dopo un problema con Galliani, ma mai ho parlato male della gente. Ho avuto un’esperienza clamorosa e se io non ho un problema al cuore vinciamo anche lo scudetto contro la Juve, il secondo».

IL RAPPORTO CON IBRAHIMOVIC – Cassano ha giocato al Milan con Zlatan Ibrahimovic: «Rapporto favoloso. Lui preferiva giocare con me perché giocavo a sua disposizione come lui voleva e impazziva a giocare con me. Si allenava al 100%, l’unica cosa è che se non eri uno come lui voleva era infernale. Cominciava a dire di fare certe cose e io riuscivo a farle. Averlo come compagno di squadra era fantastica. Dopo Ronaldo il fenomeno e dopo Van Basten secondo me è il terzo centravanti della storia. E’ un calciatore stratosferico. La rissa con Oniewu? Sono arrivato dopo, me l’hanno raccontato. Due metri uno e due metri l’altro, 100 chili a testa, chi è il matto che si mette in mezzo? Menatevi poi sbollite».

IL CIBO BARESE – Si parla anche di cibo e di un barese come lui che vive a Genova, lontano dalla sua terra: «Ho la fortuna che a Genova si è trasferita anche mia madre e quando voglio patate riso e cozze o altre cose di Bari è sempre disponibile. Non posso mangiare, se io mi presento a casa che peso 150 chili mia moglie mi manda via di casa».

COSA AVRESTI FATTO SE NON AVESSI FATTO IL CALCIATORE – Cassano parla di cosa avrebbe fatto se non avesse fatto il calciatore: «Non avevo tante scelte, a scuola ci andavo poco o niente. Non volevo dare una delusione a mia madre. Ai fornelli sono una pippa, avrei fatto un lavoro come tanto, in salumeria, in supermercato. Lavori semplici che porti il pane a casa».

IL GOL ALL’INTER – La carriera di Cassano fu lanciata da un meraviglioso gol contro l’Inter con la maglia del Bari all’età di 18 anni: «Ho detto mille volte e lo ribadisco, mi è passata la vita davanti agli occhi e ho pensato che mi fosse girata la vita. Inizio a diventare bello, famoso, coi soldi, inizio a diventare tutto quello che è un giocatore famoso».


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