Casasco: “Serie A finita entro l’estate? Non ci sono i tempi! Protocollo…”

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19 Aprile 2020, 00:41
Maurizio Casasco
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Casasco, presidente della FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana), ha rilasciato un’intervista al “Corriere della Sera”. Da parte sua ci sono dubbi sul fatto che la Serie A, che potrebbe ripartire fra circa quaranta giorni, possa concludersi entro l’estate.

RIPRESA ATTIVITÀ IN SERIE AMaurizio Casasco spiega come funzionerà il protocollo sanitario di garanzia: «Facciamo chiarezza. Una serie di test (ematici, elettrocardiogramma, da sforzo, spirometria) vengono già richiesti prima di ogni ritiro. Con una commissione di esperti abbiamo solo aggiunto alcune misure da adottare se si affronta una pandemia: tamponi, test sierologici e ancora tamponi ripetuti periodicamente. Come federazione ci limitiamo a suggerire le precauzioni necessarie. Poi, se gli elettrocardiografi non saranno a disposizione di tutte le squadre o se ci saranno insufficienti reagenti per migliaia di tamponi non è responsabilità della FMSI».

SCELTE DECISE – Casasco chiarisce un aspetto: «Come FMSI siamo indipendenti. Abbiamo come riferimento il CONI e il ministero dello Sport e da società scientifica il ministero della Salute: abbiamo approntato linee guida valide per tutte le federazioni. Se la FIGC vorrà introdurre misure ancora più restrittive ben vengano. Se vorrà andare per conto suo discostandosi dalle nostre linee guida si assumerà le proprie responsabilità. Quanto ai ritiri esistono delle criticità legate ai trasporti, alla sanificazione degli alberghi, al personale come camerieri, a operatori vari che potrebbero entrare in contatto con i giocatori. E gli arbitri? Da non dimenticare l’antidoping. E poi se emerge di nuovo un positivo su chi ricade la responsabilità giuridica? E a livello assicurativo?»

TEMPI DILATATI – Casasco è dubbioso sulla Serie A chiusa entro l’estate: «Non ci sono i tempi, anche Gabriele Gravina ha parlato della possibilità di farlo slittare a settembre. Con il ritorno in campo a giugno si andrebbe incontro a una serie di rischi: se un giocatore venisse contagiato, non si può spostare di nuovo la stagione. Ma sarà alla fine il Governo a dettare i tempi corretti della ripresa».

Fonte: Corriere.it – Monica Colombo, Daniele Dallera


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