Caressa: “Il paese e il calcio devono ripartire, le idee della Uefa…”

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16 Aprile 2020, 14:21
Fabio Caressa
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Fabio Caressa, ospite in studio a “Sky Sport”, ha parlato di come il calcio e lo sport dovranno ripartire quando ci sarà l’ok delle autorità politica

BISOGNA RIPARTIRE – Il calcio deve ripartire, si studia il come: «Qualcosa l’abbiamo capita, siamo passati dal se si ripartirà a come si ripartirà, a prescindere dal calcio questo paese deve ripartire. La decisione politica dovrà essere presa in accordo con scienziati e virologi, ma bisogna capire come ripartire perché il paese deve ripartire, lo abbiamo capito tutti. Gli atleti devono allenarsi, una macchina ferma per mesi si ingolfa, lo hanno detto anche la Pellegrini e Fognini lo hanno sottolineato. Bisogna concentrarsi non sul se, ma sul come, a prescindere dallo sviluppo delle competizioni. Gli atleti devono tornare a fare il loro mestiere». Credo di poter dire che la Uefa è preoccupata dal fatto che non tutti ripartiranno nello stesso momento, i campionati spagnolo e francese potrebbero arrivare ad agosto. Ora la Uefa cercherà dei riscontri e in caso di ripartenze scaglionate credo imporranno le coppe nel corso delle manifestazioni, non si può pensare di ricominciare con le coppe nel corso delle manifestazioni. Sono disposti a valutare date e format alternativi, ma è molto importante che sappiano l’indicazione delle leghe. La federazione italiana è orientata, nel caso di concomitanza tra campionato e coppe, a sacrificare come prima cosa la Coppa Italia.

GLI ALLENAMENTI – Sarà una ripartenza particolare anche dal punto di vista della preparazione fisica: «Ripartiamo tutti allo stesso livello. La cosa fondamentale è riprendere l’attività fisica, tutti quelli che ho sentito parlano di un mese come tempo ottimale, ma possono bastare anche quindici giorni. Sugli atleti singoli è diverso, se si arriverà alla ripartenza a giugno sarà importante che i gruppi di lavoro possano avere vicinanza e lavoro col pallone. Ho sentito Guidolin e ha detto che la cosa fondamentale è riprendere a giocare con la palla. Non sarà una preparazione come in estate. Sarà un anno zero, nessuno sa come avrà influito questa quarantena e si valuterà di volta in volta. Credo sarà molto importante passare alle cinque sostituzioni, sarà una strada percorribile per evitare infortuni».

I CONTROLLI – I calciatori saranno strettamente controllati: «Non bisogna fare l’errore di dire che i giocatori saranno favoriti perché avranno maggiori tamponi e controllo, questo discorso vale per tutte le aziende. Quando si ripartirà sarà necessario per tutti noi avere i controlli per lavorare, non è che si faranno cose diverse. Ci sarà un protocollo che tutte le aziende dovranno seguire. Ogni tanto si parla dello sport come un’altra cosa, ma è un lavoro e un’attività economica importante e sarà trattata come tale, non una cosa in più non una in meno».


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