Carboni: “Inter, con Benitez definiti tre top player. Su Messi in nerazzurro…”

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7 Agosto 2020, 11:30
José Mourinho e Rafa Benitez José Mourinho e Rafa Benitez
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Intervistato ai microfoni de “IlPosticipo.it”, Amedeo Carboni, assistente di Rafael Benitez ai tempi dell’Inter, ha spiegato perché l’esperienza dell’allenatore spagnolo in nerazzurro non ha funzionato

CUPER – Queste le parole di Amedeo Carboni, assistente di Rafael Benitez ai tempi dell’Inter, tra le fila di Hector Cuper ai tempi del Valencia. «Cuper era il miglior italiano che ci potesse essere in Spagna. Era un finto burbero: uno sempre zitto che si teneva tutto dentro, ma aveva un cuore grande. C’era un rapporto speciale tra noi: io ero un po’ il vecchio della squadra e lui mi vedeva sempre come un punto di riferimento. Poi avevo la sua stessa mentalità: facevamo difesa e contropiede. Cuper era una persona squisita ma un po’ sfortunata: non so nemmeno quante finali abbia perso…»

PROPOSTA – Carboni sul fatto che Cuper lo avrebbe voluto portare all’Inter. «Sì, sono stato io a rifiutare. Non l’ho fatto perché non volevo andare all’Inter. Dissi al mister: “Lei va a Milano e porta un giocatore di 36 anni? Così la cacciano dopo un mese!”. Il giorno dopo la sconfitta del 5 maggio 2002 con Gresko titolare a sinistra mi chiamò e mi disse: “Sei contento? Mi hai fatto perdere un campionato perché non sei venuto all’Inter!”. Io gli dissi che non c’entravo niente… Andare a Milano sarebbe stato insensato per me: non volevo tornare in Italia a 36 anni dopo essermene andato via».

BENITEZ – Carboni sull’esperienza a fianco di Rafa Benitez ai tempi dell’Inter, nel 2010. «Rafa è un allenatore un po’ sacchiano: gli piace insegnare calcio ed è bravo a farlo. All’Inter non è andata bene per tanti motivi: la squadra veniva dal Triplete e quell’estate c’era stato il Mondiale che aveva coinvolto tanti brasiliani e argentini e quando siamo partiti in ritiro con la prima squadra eravamo in 13, nessuno di loro era tornato. Avevamo definito con la società tre acquisti importanti: io parlavo coi procuratori, ero l’uomo di fiducia di Rafa e lavoravo con Piero Ausilio e Marco Branca».

RICHIESTE – Carboni sui giocatori chiesti all’Inter. «Uno era Sanchez dell’Udinese, poi c’era Mascherano del Barcellona e il terzo obiettivo era un altro bel centrocampista. Erano giocatori di primo livello. Pensavamo che la squadra avesse bisogno di un ricambio dopo aver vinto tre titoli in una sola stagione. Malgrado tutto vincemmo due competizioni: perdemmo la Supercoppa europea con l’Atletico ma conquistammo quella italiana e il Mondiale per Club che l’Inter non aveva mai vinto nella sua storia. Poi Rafa fece un’intervista un po’ aggressiva per spingere il presidente a fare acquisti, Moratti la prese male e così abbiamo trascorso il Natale a casa. Dopo di noi comprarono 11 giocatori, ma pazienza: son cose che succedono».

MESSI – Carboni sull’ipotesi Lionel Messi all’Inter. «Se ne parla da tempo. Gli argentini all’Inter si trovano benissimo e Messi è sempre stato un pallino. Vista l’età del giocatore sarebbe un’operazione simile a quella che ha portato Ronaldo alla Juve. Il Barcellona però dovrebbe separarsi da uno dei due giocatori più al mondo: poi quale sarebbe il contraccambio? Mbappé forse? In città non ci credono. Messi però è stufo di questa società: per questo motivo si parla di un possibile cambio di presidente. Potrebbe essere Messi stesso a chiedere di andare via dal Barça: io non ci credo però tra l’Inter e gli argentini c’è sempre stato un feeling particolare».

Fonte: Simone Lo Giudice – IlPosticipo.it


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