Caputo: “Serie A, il Governo faccia chiarezza. Vogliamo tornare in campo”

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2 Maggio 2020, 09:08
Francesco Caputo Sassuolo-Brescia
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Parola a Francesco Caputo, attaccante del Sassuolo che ha messo a segno gli ultimi gol di una Serie A che non riesce a vedere la luce. Dal suo cartello di speranza, in quel 9 marzo, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ma la situazione sembra praticamente la stessa

STALLO – Ci ha lasciato l’ultimo barlume di calcio giocato, Francesco Caputo. La doppietta in Sassuolo-Brescia, il cartello mostrato alle telecamere: “Andrà tutto bene. Restate a casa“. A casa, dopo quel 9 marzo, ci sono rimasti quasi tutti, anche la Serie A. Ma i segnali per la ripartenza non sembrano confortanti. Nel frattempo, tutti i calciatori stanno cercando di tenersi in forma, Caputo compreso: «Mi alleno a casa con gli attrezzi che ci ha dato la società. Sono chiuso in casa con la mia famiglia dal giorno del Decreto. Come detto, vorremmo tornare in campo rispettando tutte le disposizioni. È da troppo tempo che rimandano. Fortunatamente ci sono ancora i tempi per poter definire i protocolli medici e concludere la stagione, se la situazione sanitaria continuerà a migliorare come evidente dalle tendenze in atto».

SPERANZA – Quel cartello è stato davvero un bel gesto di cui Caputo non rivendica la paternità: «Un’idea di mia moglie. Giocavamo di sera, nel pomeriggio mia moglie mi ha detto ‘se stasera fai gol, cerca di lanciare un messaggio’. Fino a mezz’ora prima della partita sono stato a pensare. Poi ho scritto quel messaggio, con il cuore. Ho dato il biglietto al team manager, a cui ho detto di darmelo se avessi fatto gol. Lo sapeva soltanto lui, anche l’ufficio stampa non se lo aspettava. Sono rimasti tutti sorpresi».

DECISIONI – Il fronte sulla ripartenza è spaccato. Qualora si dovesse optare per una chiusura anticipata della Serie A, i verdetti sarebbero molto duri da digerire: «Sicuramente chi è competente in materia, a riguardo, prenderà una decisione. Ma penso a tutti coloro che hanno investito per ottenere un traguardo. Non sarà decidere di facile congelare il campionato. È una cosa molto complicata. Per noi è un lavoro. Con i giusti modi e la giusta sicurezza vogliamo tornare in campo. Il Governo deve fare chiarezza, qui si rimanda tutto, sempre, di quindici giorni in quindici giorni. Bisogna prendere una decisione».

RITMO – In tutto questo marasma, tra protocolli inaffidabili e date incerte, si sta trascurando il rischio che corrono i calciatori. Sia per quel che riguarda la ripresa forsennata della Serie A dopo diversi mesi, ma anche per le maggiori possibilità di contagio: «Chi fa questo sport non può restare mai fermo. Ma sicuramente a casa non abbiamo fatto gli allenamenti di sempre. Manca l’atmosfera che può darti il campo, lo spirito della partita. Ma cerchiamo di tenerci in forma. E con tre settimane di allenamenti possiamo riprendere a giocare, anche se bisognerà stare attenti, potrebbe capitare qualche problema fisico».

Fonte: tuttomercatoweb.com – Alessio Alaimo


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