Capuano: «Eriksen? Da Conte pregiudizio già un anno fa. Inter tranquilla»

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2 Febbraio 2021, 07:47
Giovanni Capuano Giovanni Capuano
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Ospite di “Sportitalia Mercato”, il giornalista Giovanni Capuano ha parlato del rilancio di Eriksen. A suo avviso Conte non era già convinto del danese un anno fa, al momento dell’acquisto dal Tottenham, ma la situazione attuale all’Inter paradossalmente potrà aiutare entrambi.

SCAMBIO SFUMATO – Ieri mattina Giuseppe Marotta ha detto che lo scambio fra Edin Dzeko e Alexis Sanchez è stato orchestrato dagli agenti (vedi articolo). Capuano contesta: «Credo che Marotta abbia cercato anche di fare un favore alla Roma, con quella frase. Nel senso: non sono stati spericolati gli agenti, quello di Dzeko ha avuto mandato di trovare una soluzione. Ha bussato a centocinquanta porte, ha trovato centoquarantanove no. Alla centocinquantesima si è aperta e Roma e Inter si sono sedute: se l’Inter avesse potuto spostare due milioni, che per il calciomercato fino a un anno fa significava nulla, si sarebbe chiusa. Lo scambio l’avrebbero fatto, l’Inter avrebbe chiuso. Se a settembre qualcumno avesse chiamato Guido Fienga e gli avesse detto di uno scambio Dzeko-Sanchez avrebbe pensato a uno scherzo. Ora, siccome il problema è rimasto, li faranno andare d’accordo. Non mi immagino Dzeko fuori rosa da qui a fine giugno».

DISCUSSO – Capuano parla di Christian Eriksen: «La sensazione, già a febbraio, che ci fosse un pizzico di pregiudizio da parte di Conte c’è stata. Si è avuta la sensazione un anno fa che Conte avrebbe voluto Arturo Vidal, un giocatore aggressivo e box-to-box: tutto tranne Eriksen. Poi per un mese dicevamo che Eriksen non era pronto dal punto di vista fisico, siamo arrivati al COVID-19 e passati a un calcio completamente differente. C’è stato un pregiudizio da parte di Conte, poi anche lui ci ha messo del suo. La situazione che si è creata all’Inter ha messo tutti tranquilli, anche Conte. Adesso è tutto chiaro, forse anche quello che è successo l’estate scorsa. Questa, da un certo punto, è un’opportunità: è diverso ora per Conte dire a Eriksen di giocare basso. Piuttosto che quanto aveva fatto a novembre, quando Conte aveva detto che Eriksen doveva stare vicino alla porta avversaria».




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