Capuano: “Il calcio deve ripartire e togliersi un’etichetta. Serie A vantaggio”

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22 Aprile 2020, 00:10
Giovanni Capuano
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Capuano, giornalista di “Panorama” e “Radio 24”, è dell’idea che il calcio e la Serie A debbano ripartire. Ospite in studio di “Sportitalia Mercato” ha commentato le parole di Malagò (vedi articolo) e spiegato perché si debba tornare in campo appena possibile.

UNA SOLA STRADAGiovanni Capuano è categorico sulla ripresa della Serie A: «Se ci sono le condizioni il calcio dovrà ripartire, come tanti altri settori industriali di questo Paese. Soprattutto togliendosi di dosso l’etichetta che è stata, un po’ in maniera demagogica, utilizzata in queste settimane per cui non si può pensare al calcio quando ci sono i morti. I morti li abbiamo tutti nel cuore ed è una sofferenza, però dietro il calcio e lo sport ci sono migliaia di posti di lavoro. A quelli bisogna pensare quando si pensa alla ripartenza del calcio, non allo stipendio di Cristiano Ronaldo. Fatico a capire perché non si comprenda che, in una situazione come questa, avere un settore trainante come la Serie A sia un vantaggio e non uno svantaggio per lo sport. Mi pare che questa resistenza culturale continui a esserci. Voglio dare una cifra: centoquarantasei sono i milioni di euro che nel 2019 il CONI ha dato allo sport italiano. Tutti parlano del modello delle federazioni che hanno deciso di sospendere le attività. La pallavolo, che si era fermata, ha chiesto di ripartire o che aiutino degli aiuti e dei sostegni, altrimenti non sta in piedi. Lo sport si deve salvare da solo, perché da fuori non lo salva nessuno».


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