Caos contratti, Figc e Aic al lavoro per un documento per normare – CdS

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1 Giugno 2020, 10:34
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Il “Corriere dello Sport” spiega che Figc, Aic e tutte le parti coinvolte stanno lavorando a un’intesa per risolvere il caos contratti.

INTESA COLLETTIVA – C’è una bozza di intesa finora tenuta top secret per prolungare i contratti dei giocatori per la stagione 2019-2020. La Figc ci lavora da giorni con tutte le parti in causa: Serie A, B, Lega Pro, Aic, Aiac. Se sarà firmato da tutti e poi l’associazione dei calciatori raggiungerà con le tre leghe la proroga per l’estensione dell’accordo collettivo in scadenza a fine giugno, la strada per prorogare fino al termine dell’annata sportiva gli accordi sarà in discesa. La convinzione è che la stragrande maggioranza dei casi sarà sanata e che il campionato sarà concluso con le stesse rose. Per questo la Figc varerà una norma chiara: chi cambierà maglia il 30 giugno non potrà giocare fino a settembre. Fondamentale è che tutte le parti lo sottoscrivano e che anche le società si impegnino ad evitare dispetti. Come “sottrarsi” giocatori di proprietà che potrebbero essere avversari.

QUESTIONE PRESTITI – La bozza, ancora allo studio dei legali, prende in considerazione tutti i tipi di contratti e li raggruppa in tre tipologie. Chiaramente non presentano nessuna difficoltà i giocatori con contratti pluriennali. Poi ci sono i giocatori in prestito con diritto di riscatto, con obbligo o con diritto di allungare il prestito per ultreiori 12 mesi. Lo scorso anno al momento del trasferimento tutti questi elementi hanno già stabilito un accordo economico anche per il 20-21 che sarebbe scattato con l’intesa tra le due società. L’idea è quella di vincolare l’ingaggio al numero delle partite, non ai mesi, ovvero di non permettere ai giocatori di chiedere per il 2019-2020 compensi extra per luglio e agosto visto che queste mensilità non saranno decurtate dai compensi per la stagione 2020-2021.

CASO PIU’ COMPLICATO – La terza tipologia è quella che ha più criticità. Riguarda gli svincolati e gli elementi in prestito secco. In tutti questi casi dovrà esserci una trattativa con i singoli. Nel protocollo sarà scritto che i giocatori devono finire la stagione dove l’hanno cominciata: un’indicazione stringente, non un’imposizione. Che è impossibile con la contrattualistica privata. La convinzione in Figc è che giocandosi prima del 30 giugno già 3 giornate più i recuperi quasi tutti accetteranno. Sia per un principio di equità sportiva sia perché molti hanno bonus legati ad obiettivi di squadra.


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