Mondo Inter

Calcagno: «Superlega? Calciatori non considerati. Stipendi, basta parlarne»

Umberto Calcagno, presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori), ha rilasciato alcune dichiarazioni, ai microfoni di “TMW Radio”, commentando la situazione finanziaria dei club di Serie A, e il progetto (fallito) Superlega

FERITE – I club di Serie A stanno attraversando un momento molto complicato, dal punto di vista economico. I problemi dell’Inter ne sono lo specchio, ma il club nerazzurro non è l’unica società ad aver chiesto di posticipare la deadline per il pagamento delle ultime mensilità (vedi articolo). Di questo, ma non solo, ha parlato il numero uno dell’AIC Umberto Calcagno: «Questione stipendi? Se n’è parlato molto in questi giorni e mi auguro sia l’ultima volta che se ne parli. Il nostro sistema deve guardare avanti, già in questo campionato la fase d’emergenza era terminata. Si tratta di convivere con la pandemia e il nostro sistema è uno di quelli che l’ha fatto meglio. Stiamo pensando alle norme dei prossimi campionati che saranno la vera base delle riforme. Credo però che non si possano negoziare situazioni uguali per tutti. Gli stipendi oggi rappresentano poco più del 50% dei costi cui devono andare incontro le nostre società. Gli stipendi sembrano il problema dei problemi, ma bisogna capire come incidere sull’altra metà invece di far ricadere sempre tutto sui calciatori».

DIVERGENZE – Sulla situazione generale del calcio italiano, e sul progetto Superlega: «Il calcio italiano sta meglio di tanti altri comparti economici e sportivi. Lo vediamo anche dal fatto che più della metà delle società professionistiche continuano a pagare regolarmente gli stipendi. Certo, non possiamo non renderci conto della situazione strutturale ma i dati che arrivano dicono che il monte ingaggi è aumentato sia per la Serie A che per la B che per la C. E parliamo di settembre. Mi pare un segnale importante. Superlega? Mi auguro che ciò che avverrà nei prossimi mesi sia condiviso. La mancanza di condivisione è la cosa che mi ha colpito, il fatto che i calciatori non siano stati minimamente considerati. Siamo molto preoccupati per i calendari: tra Europei, inizio immediato della nuova stagione e Mondiale invernale rischiamo di arrivare a quattro stagioni successive tutte di fila, per qualcuno. Si rischia che molti non abbiano le giuste tempistiche per il riposo. Mi piacerebbe innanzitutto un calendario differente, sempre nel rispetto delle varie competizioni. Dovrebbe essere una preoccupazione di sistema, non solo nostra».

 

 

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