Calcagno (AIC): “Con un nuovo positivo impossibile partecipare! Penso…”

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18 Maggio 2020, 16:41
Umberto Calcagno AIC
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Calcagno – Vice-Presidente dell’AIC -, intervenuto a “Radio Goal” sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, prova a fare un po’ di chiarezza sulle divergenze tra FIGC e Governo sulla ripresa della Serie A. Ancora due punti da risolvere prima di avere l’OK del protocollo, ma senza guardare alla Germania

PUNTI DA CORREGGERE – La sospensione definitiva della Serie A non è all’ordine del giorno, Umberto Calcagno spiega a che punto si è per tornare in campo: «Nella stesura degli ultimi protocolli non ci hanno coinvolti, ma mi pare di vedere, anche dalle notizie di stampa, che molte delle osservazioni da noi rivolte poi alla fine siano state accolte dalla FIGC e dal Governo. C’è unità d’intenti. Le maggiori criticità rimangono i ritiri collettivi e la quarantena in caso di nuovi positivi. Speriamo di risolverle, ma probabilmente lo faremo nelle prossime settimane. È ovvio che, in caso di nuova positività di un calciatore in ritiro durante le competizioni, potrebbe portare a una quarantena forzata di tutta la squadra. E questo le impedirebbe di partecipare al campionato».

PRESENTE E FUTURO – La preoccupazione di Calcagno non è la data di ripartenza posticipata rispetto al 13 giugno: «Ci siamo abituati a non innamorarci delle date. Oggi dobbiamo pensare più alla sostanza e dobbiamo iniziare a ragionare anche ai protocolli successivi. Quelli per la ripresa delle competizioni sportive. Con quali protocolli verrà regolata l’eventuale ripresa? Le squadre affronteranno anche le trasferte, di cui dovremmo occuparci. Così come delle tecniche di trasferimento, dai pullman agli aeroporti. Dobbiamo iniziare a pensare ai passaggi successivi fin da adesso per non correre il rischio che poi, a livello organizzativo, certe situazioni non siano percorribili. In buona sostanza, dobbiamo ragionare adesso per evitare intoppi futuri»..

INFORTUNI E RESPONSABILITÀ – Calcagno rassicura tutti sul punto di vista dei calciatori, chiamati a scendere in campo in questa situazione: «Qualche rischio in più è inevitabile che ci sia. Nessuno è mai stato abituato a un periodo di sosta così lungo, salvo in caso di infortunio. Dovremmo mettere in conto qualche infortunio ed è una criticità. Ci sono calciatori che sono più preoccupati e altri meno sulla questione infortuni. Ma è un’altra problematica che dovremo affrontare. I calciatori vogliono riprendere a giocare, come tutti noi. Però bisognerebbe evitare le strumentalizzazioni. Vogliamo tornare alla normalità, ma non a tutti i costi. Poi ognuno ha la sua personale percezione del pericolo che cambia molto. Noi invece abbiamo la responsabilità delle decisioni».

CONVIVENZA COL VIRUS – Per quanto riguarda la ripresa della Bundesliga, Calcagno non ne fa una questione strettamente sportiva: «Al di là del calcio, ritengo che la Germania come Paese abbia avuto un’impostazione differente nella gestione di questa pandemia. Questa è una situazione che esula dal mondo dello sport, ma come sistema sportivo noi ora dobbiamo chiederci se i nostri sport di squadra possano convivere o meno con il virus. Ci affidiamo alla comunità scientifica. La mia paura è che se non si riuscisse a risolvere il problema dei contagi anche a settembre o ottobre, potremmo trovarci a convivere con il virus. Non dobbiamo solo fossilizzarci al periodo attuale. Sono convinto che troveremo una strada in massima sicurezza per riprendere il campionato».


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