Cairo: “Serie A? Decide il Coronavirus. Lotito? No a interessi di bottega”

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26 Marzo 2020, 09:22
Cairo
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Il numero uno del Torino e del gruppo RCS ha rilasciato un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”. Si parla ovviamente della ripresa della Serie A e delle diverse ipotesi sui calendari. Focus anche sui tagli agli ingaggi dei calciatori e sulle polemiche tra Claudio Lotito e Andrea Agnelli in Lega. Ecco l’opinione di Urbano Cairo

SCENARI – La situazione non sembra migliorare e ogni giorno che passa la Serie A vede affievolirsi le proprie speranze di tornare in campo. Urbano Cairo ha parlato delle ipotesi di ripresa del campionato, tra le pagine della “Gazzetta dello Sport”: “Il calendario purtroppo non lo decidiamo noi ma l’evolversi della situazione, la propagazione, stabilizzazione, diminuzione del virus. Oggi tutte le ipotesi rischiano di essere fittizie. In ogni caso è giusto provare a stabilire degli scenari ma la voglia di concludere la stagione non può in ogni caso spingerci troppo oltre con le date“.

DEADLINE – La Uefa aveva inizialmente fissato il 30 giugno come data invalicabile per il termine dei campionati, ma negli ultimi giorni ha mostrato maggiore flessibilità in merito: “Ritengo che il 30 giugno sia un limite invalicabile oltre il quale giocare sarebbe sbagliato. Stiamo vivendo sulla nostra pelle e senza colpa la rovina di questa stagione, ma non rischiamo di rovinare anche la prossima, perché quella si, sarebbe una responsabilità nostra. Abbiamo spostato gli Europei, ci sarà una stagione congestionata dai calendari, dobbiamo stare attenti. Dovrà essere una stagione di ripartenza sotto tanti punti di vista e non dobbiamo rischiare di rovinarla. Giocare a luglio? Mi sembra una ipotesi che rischia di complicare le cose. Stiamo parlando di riprendere a giocare senza conoscere pienamente i rischi a cui potrebbero essere sottoposti tutti i componenti che girano intorno a una squadra. E giocando sempre a porte chiuse“.

POLEMICHE – C’è polemica anche sulla ripresa degli allenamenti. Claudio Lotito sta spingendo per far tornare la sua Lazio in campo: “Siamo chiari: finché non ci si può allenare tutti, non ci si allena. Inutile fare previsioni e corse in avanti sostituendoci ai virologi. Che senso ha porre delle date adesso con alcune zone del Paese in piena lotta contro il virus? Una cosa deve essere certa: ci si ricomincia ad allenare tutti insieme. Non sono ammessi interessi di bottega“.

SACRIFICI – Sugli eventuali tagli agli ingaggi dei calciatori: “Sono d’accordo. Prima ancora di prendere la calcolatrice ai giocatori va chiesta un’analisi intelligente e lungimirante della situazione. Se il sistema va in crisi ne pagano le conseguenze anche loro. Fanno parte del mondo del calcio è richiesto anche a loro un contributo per superare questo momento difficile. D’altra parte non si stanno allenando, non stanno giocando, in molti casi hanno lasciato l’Italia per tornare a casa loro, dalle proprie famiglie, è normale rinunciare a qualcosa“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Andrea Di Caro


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