Cairo: “Ripresa Serie A? Solo in sicurezza. Giocatori fermi da due mesi!”

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4 Maggio 2020, 09:36
Urbano Cairo
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Urbano Cairo, presidente del Torino, intervenuto sulle frequenze di “Radio Anch’io Sport” su “Rai Radio 1” ha detto la sua riguardo la ripresa del campionato considerando l’emergenza Coronavirus (Covid-19) e la fase due.

CORONAVIRUSUrbano Cairo parla subito dell’emergenza facendo riferimento al Grande Torino, oggi 4 maggio il ricordo del presidente granata: «Siamo in un momento un po’ particolare del nostro paese e del mondo, in qualche modo il grande Torino ebbe la possibilità di dare un grande merito, una grande scossa al nostro paese, era una squadra troppo speciale e amata da tutti, anche da chi non era tifoso».

FASE DUE – Urbano Cairo parla della fase due e della possibile ripartenza del campionato di Serie A, affidandosi alle decisioni delle istituzioni: «Sinceramente non lo so, sono uno dei 20 associati alla Lega. Non sono in grado di dirlo, ci sono dei tentativi di farlo ripartire, ora si comincia con gli allenamenti individuali poi dal 18 quelli collettivi. Effettivamente è una cosa molto complicata, io però essendo uno dei 20 oggi dico che è bene che parli la Lega Serie A con i suoi rappresentati, c’è un presidente, un amministratore delegato, loro sono le parole che ci rappresentano. C’è la FIGC in quanto organo che rappresenta tutto il calcio che interloquisce insieme noi al Governo che sta cercando di fare tutto il possibile perché le cose vadano bene in grande sicurezza, che è la cosa principale perché fondamentale. È fondamentale che ci sia un protocollo in grande sicurezza, siamo in un paese che ha avuto oltre duecentomila contagi che sono quelli accertati, poi chissà quanti sono in realtà i contagi. Dobbiamo tenere conto di tutto in questa fase, anche dei ventinovemila morti».

SOLUZIONI – Urbano Cairo parlando delle possibili soluzioni si chiede come possa riprendere il campionato considerando la condizione fisica dei giocatori: «Due campionati nell’anno solare? Ho sentito tante ipotesi, onestamente non lo so. Io credo sia giusto mantenere il format del campionato perché secondo me questa è la cosa migliore cui la gente è abituata e preferisce. Questa è una stagione molto particolare dove i calciatori sono fermi da due mesi e vivono una situazione senza precedenti, io mi chiedo come riprenderà la sua attività, quanto ci metterà a tornare in forma? Ci sono squadre che hanno malati di Coronavirus, quando i calciatori potranno tornare in condizione di poter giocare? Ci sono una serie di cose che vanno tenute conto. Sono più per mantenere quelle che sono le tradizioni del nostro campionato, cercare di fare il massimo e pensare al futuro. Preferisco che a dire queste cose sia la Lega Serie A».


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