Burioni: “Rugani e Gabbiadini, rischio contagio di massa. La Juventus…”

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13 Marzo 2020, 10:04
Burioni
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“La Gazzetta dello Sport” ha intervistato in esclusiva Roberto Burioni, noto medico e ricercatore italiano. Focus sugli impatti del coronavirus sul calcio, sulla gestione dei primi contagiati (Rugani della Juventus e Gabbiadini della Sampdoria) e sulle speranze di tornare a giocare

IMMAGINARIO ERRATO – Sarà molto difficile tornare alla normalità, soprattutto per il mondo dello sport. Ma certamente il contagio dei due calciatori di Juventus e Sampdoria, Daniele Rugani e Manolo Gabbiadini, ha cambiato la percezione collettiva del coronavirus. Lo conferma Roberto Burioni, tra le pagine de “La Gazzetta dello Sport”: “Molti hanno vissuto nell’illusione che atleti iper-allenati e iper-controllati potessero, non si sa come, resistere. Ma questo virus contagia tutti. E dico tutti. Giovani, bambini, anziani e pure giocatori di calcio nel pieno della carriera e delle forze. Chiaramente, poi, le conseguenze negli anziani o in chi è debilitato possono essere diverse: io spero che Rugani e Gabbiadini guariscano ed è lecito pensare che sarà così. Il problema, semmai,è che possono aver contagiato altri“.

ISOLAMENTO NECESSARIO – Le tempistiche, nella trasmissione e gestione del contagio sono fondamentali: “Dopo il contatto ci può essere un periodo di incubazione che va dai 5 agli 8 giorni, ma che arriva a volte fino ai 14, durante il quale la persona può ammalarsi e a sua volta trasmettere la malattia. Chi si contagia oggi non si ammala domani, ma tra un po’, ed è per questo che tutta la Juventus è in quarantena. Tampone per tutti i bianconeri? Rugani si è infettato da poco e, come detto, serve tempo. Ma tutti, da Andrea Agnelli a Paulo Dybala devono stare rigorosamente isolati. Devono controllare se hanno la febbre un paio di volte al giorno. Devono verificare se hanno anche il più minimo sintomo, sopratutto respiratorio. In quei casi, e solo in quei casi, col famoso tampone si va a vedere se nella gola è presente in qualche forma il virus”.

EVITARE CONTATTI – Le modalità di contagio di Rugani, nello specifico, sarebbero state piuttosto preoccupanti, poiché l’ex Empoli era apparentemente asintomatico: “Se aveva 37.4, qualche sintomo c’era… Diciamola in questo modo: questo virus può dare dei quadri molto lievi e questo è pericoloso perché una persona con sintomi leggerissimi, come evidentemente Rugani, ha il potere nefasto di infettare gli altri. E se fosse andato ad allenarsi così avrebbe potuto contagiare, compagni, tecnico, staff, singoli inservienti. Le regole per Rugani, ma anche per Gabbiadini, sono note e ferree. Starà isolato, senza contatti col mondo, monitorando l’eventuale febbre, fino a quando non sarà negativa la presenza del virus sulle secrezioni respiratorie. Diciamo due settimane minimo, ma l’infezione varia di persona in persona“.

SPERANZA CERCASI – Sulle speranze di un ritorno alla normalità, poi, Burioni preferisce non illudersi: “Spero proprio che il 2020-21 sia una stagione bella dall’inizio, ma non escludo che in qualche modo si completi anche questa. Non possiamo fare previsioni, sappiamo troppo poco di questo virus. Ogni decisione passa solo dagli sviluppi della pandemia nel mondo. Mi concentro su quella, non sul calcio giocato che può attendere“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Filippo Conticello


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