Bucciantini: “Calcio di Conte è pensato, Sensi dimostra. In Champions…”

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16 Settembre 2019, 16:18
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Marco Bucciantini ha parlato dell’Inter di Antonio Conte, che dopo la terza vittoria consecutiva in campionato si prepara all’esordio in Champions contro lo Slavia Praga (QUI le parole del tecnico nerazzurro). Il giornalista e opinionista dà una definizione ben precisa al calcio di Conte e prova a spiegare come mai in Champions ha funzionato meno. Di seguito le sue dichiarazioni ai microfoni di “Sky Sport 24”

CALCIO PENSATO Marco Bucciantini parla del calcio di Antonio Conte: «Conte è un uomo molto pratico, ma secondo me ha un calcio molto più pensoso di quanto vuole far pensare. Il suo calcio ha una forza di gravità attraente, lui è come se attraesse tutto. Il calcio di Conte ha delle idee e le vedi in campo, lo noti da come si muovono gli attaccanti e da come i centrocampisti – che si tratti di Vidal, Pogba o Sensi – diventino goleador. Lo vedi anche nell’assist di Godin come un giocatore che si senta in fiducia abbia coraggio e personalità. Nei gol che fanno i centrocampisti c’è un calcio pensato, questa forza di gravita è concreta. Le sue idee arrivano subito».

COSTRUZIONE – L’opinionista sposta poi l’attenzione sul progetto di Suning: «E’ un’Inter che deve sviluppare ancora tante cose, però si vedono già delle idee di calcio che lui non ti racconta perché ci inganna e preferisce apparire come un allenatore ruspante. L’Inter ha cambiato i punti di riferimento della scorsa stagione, vale a dire Icardi, Perisic e Nainggolan. La famiglia Zhang, un mattone alla volta, sta costruendo e da fuori è evidente. Insomma, con Conte Suning ha trovato un’accelerata. Se hai problemi con le piccole c’è qualcosa che non va, come l’Inter dell’anno scorso, per questo Conte ha voluto attaccanti che lottassero su tutto il fronte. Il controllo mentale sulla partita sembra migliorato».

SPIEGAZIONE – Per finire, un commento sul Conte europeo: «Come mai Conte non è andato bene in Champions? Io non ho una spiegazione tecnica ma una spiegazione psicofisica: è un calcio intenso difficilmente replicabile tre volte a settimana e finisci poi per perdere la partita più fisica, cioè quella europea. In campionato puoi sbagliare e rimediare, se lo fai in Europa diventa difficile. Quando con la Nazionale ha avuto modo di preparare quell’evento è andato bene».




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