Bruni: “Icardi-Juve? L’Inter non può cederlo così! Il suo partner ideale…”

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29 maggio 2018, 22:59
Bruni Luciano

Luciano Bruni – ex centrocampista dell’Hellas Verona e attuale allenatore del Piacenza Berretti -, intervistato dal sito “TuttoJuve.com”, parla del futuro di Icardi dopo le voci sulla presunta trattativa tra Inter e Juventus, essendo stato il suo primo allenatore italiano ai tempi della Sampdoria

SCAMBIO DIFFICILE – Crede poco alla presunta trattativa Luciano Bruni: «Non so se sia molto fattibile il passaggio di Mauro Icardi alla Juventus, non credo che l’Inter lo possa lasciare partire così facilmente: è un giocatore che si è confermato nel nostro campionato a suon di gol e negli ultimi due anni è stato molto prolifico. Potranno essere chiacchiere oppure no, ma stamattina leggevo di un ipotetico scambio con Gonzalo Higuain e di un conguaglio a favore dell’Inter… C’è una differenza di età tra i due, ma credo che Higuain abbia ancora molto da dire. L’unico dubbio è sull’ingaggio di Icardi, difficilmente la politica della Juventus potrebbe accontentare le sue richieste».

ESPERIENZA SAMPDORIA – «Alla Sampdoria quasi tutti mostravano delle perplessità perché era stato scartato dal Barcellona, dicevano che non avesse un buon carattere. Icardi con grande umiltà si è messo subito a disposizione e ha lavorato molto bene, ricordo che non fosse ancora bravo ad attaccare la porta e si smarcava in maniera troppo lineare facilitando il compito del difensore. A fine allenamento, due volte alla settimana, gli facevo fare dei cross da altri giocatori e lo mettevo sotto porta, con delle sagome, per abituarlo agli smarcamenti. C’era suo padre che, dal bar di Bogliasco, apprezzava questi interventi supplementari e lo supportava. Già allora mostrava una grande propensione al gol, ma la voglia di imparare l’ha sempre messa».

PIU TREZEGUET, MENO IMMOBILE – «Qualche similitudine con David Trezeguet esiste: lui vive per il gol e lavora in quei sedici metri, a differenza di un altro attaccante che ho avuto alla Juventus come Ciro Immobile che lavora più per la squadra. Immobile, però, sacrificandosi di più spesso arrivava stanco sotto porta e sbagliava di più. Per farlo rendere al massimo, l’ideale sarebbe giocare per Icardi».







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