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Borghi: «Skriniar fotografia strapotere Inter. Perisic, più una punta laterale»

Stefano Borghi ha diramato la sua top 11 della Serie A. Diversi nerazzurri in rosa tra titolari e alternative con Skriniar e Perisic protagonisti assoluti

PORTIERE − “David Ospina, ovvero il portiere meno battuto del torneo e con più clean sheets (nove a pari merito con Handanovic, che però ha giocato due partite in più). Partiva in seconda fila ancora una volta e si è preso il posto con grande gerarchia. Come alternativa, oltre al solito Handanovic che verrà anche costantemente criticato ma poi porta ben più punti di quelli che toglie, da citare anche Mike Maignan, autore di un eccellente sbarco sul pianeta della Serie A.

DIFESAMilan Skriniar, preso come simbolo di una difesa che a dispetto del nuovo modus operandi di Simone Inzaghi non ha minimamente subito contraccolpi. Anzi ha chiuso il girone di andata con otto gol subiti in meno rispetto a un anno fa. In più il gigante slovacco ha fornito anche due reti (tre con quella allo Sheriff in Champions). Il che lo rende papabile per essere la fotografia dello strapotere aereo di una squadra che dai cieli ha trovato ben dodici realizzazioni. Probabilmente non è il migliore in assoluto nella delicata posizione di cardine centrale. Perché sull’argomento Stefan De Vrij rimane un cattedratico in grado di impartire lezioni di vita a chiunque, però Bremer merita il riconoscimento per quanto fatto finora in stagione.

CENTROCAMPOSandro Tonali, una scelta che faccio principalmente per due motivi. Il primo è che non mi pareva giusto fare una Top XI senza nemmeno un giocatore del Milan. Va bene che si tratta di un giochino, va bene anche che il Milan ha trovato la sua emersione e il suo grande passo sempre spiccando con il gruppo prima che con le individualità. Però un riconoscimento va dato. E Tonali è stato probabilmente il miglior singolo rossonero del girone di andata. Secondo motivo: è chiaro ormai da tempo che il miglior vertice basso del nostro campionato è Marcelo Brozovic (chi non se ne fosse ancora accorto è pregato di guardare le partite). E da qui la decisione di premiare il centrocampista che negli ultimi mesi ha fatto la crescita più esponenziale. Quindi Tonali.

Piotr Zielinski, anche in questo caso penalizzando un nerazzurro come Nicolò Barella perché altrimenti avrei dovuto mettere in blocco il centrocampo dell’Inter. Il che sarebbe stato probabilmente incontestabile ma un po’ “noioso” ai fini del gioco. Zielinski merita la presenza fra i migliori del girone di andata. Ha segnato cinque gol e fornito cinque assist. Dopo un inizio con qualche problematica fisica è emerso di prepotenza tecnica e ha confermato che nelle posizione di “sottopunta” raggiunge una caratura di livello internazionale.

Hakan Calhanoglu, perché in questo caso proprio non si può derogare. Il turco è stato probabilmente la scommessa più ardita dell’estate nerazzurra. Ma anche quella che ha fatto più di tutte la differenza. Le dinamiche sono diverse, però come l’anno scorso l’Inter ha ingranato nel momento in cui la sua “mezzala creativa” ha trovato la svolta tecnica. Conte da marzo in poi ha potuto puntare su Eriksen, Inzaghi ha insistito con Calhanoglu. Il risultato sono stati cinque gol e cinque assist nelle ultime otto partite di campionato. Per un totale di tredici partecipazioni dirette al gol e ben cinque passaggi vincenti effettuati direttamente da corner.

Ivan Perisic, che in questo ruolo inizialmente molto mal digerito ha trovato forse il suo miglior semestre italiano. Antonio Conte aveva capito subito che l’evoluzione del croato sarebbe stata questa. Ha dovuto lottare per farglielo accettare però ha vinto, preparando per Simone Inzaghi un Perisic che risulta quasi più una punta laterale che non un terzino di spinta. E che oltretutto ha già portato in dote quattro timbri.

ATTACCOSimone Inzaghi, perché personalmente da diverso tempo sorridevo di fronte alla continua pretesa di dimostrazioni da parte di un allenatore che con il suo ciclo laziale aveva chiarito abbondantemente di essere un profilo di massimo spessore in ambito nazionale. Quindi ciò che il nuovo allenatore dell’Inter ha fatto nella sua prima metà di campionato in nerazzurro spero possa avere il valore di una conferma definitiva. Bravissimo chi lo ha scelto, ma altrettanto bravo lui nel saper costruire alla perfezione sulla base ereditata, riuscendo ad evolvere l’Inter tanto visibilmente quanto rapidamente. Ora di conferme Inzaghi non ne deve dare più, però arriva il momento in cui vincere non è più un sogno, ma un compito”.

COMPLETA − Ospina; Skriniar, Bremer, Koulibaly; Candreva, Tonali, Zielinski, Calhanoglu, Perisic; Simeone, Vlahovic

Fonte: Star Casino sport − Stefano Borghi

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