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Borghi: “Inter, qualificarsi sarà un’impresa! Per il derby punto su…”

Stefano Borghi ha commentato mestamente l’esordio in Champions League dell’Inter di Antonio Conte. Un pareggio che complica le previsioni di passaggio del turno, e che potrebbe portare strascichi fino al derby di sabato.

GIOIA PER BARELLA – Nel commentare l’esito di Inter-Slavia Praga tramite il proprio canale YouTube, il telecronista Stefano Borghi parte dall’epilogo, la nota più positiva della serata, ossia il primo gol di Nicolò Barella con  la maglia dell’Inter: «Il gol di Barella in pieno recupero è stato un sospiro. Di sollievo? Fino a un certo punto. Di preoccupazione? Sicuramente. Perché l’Inter con questo debutto in Champions League si è complicata e non poco la vita. Ricordate il girone dell’anno scorso? L’Inter alla prima giornata aveva rimontato tutto nel tempo addizionale, ed è tornata una sensazione, quasi una speranza di dejà-vu, che si è infranta poi sulla gran parata del portiere sul colpo di testa di Romelu Lukaku, anche se è stato segnalato fuorigioco».

MISSION (QUASI) IMPOSSIBLE – Che il girone dell’Inter fosse il più complicato è risaputo, tuttavia le prossime sfide assumono per Borghi i contorni di un’impresa quasi impossibile: «Il girone dell’anno scorso è paragonabile a quello di quest’anno, è un girone che per l’Inter si è deciso in negativo con il pareggio in casa contro la cosiddetta “squadra materasso”: allora è stata l’ultima partita, oggi il pareggio casalingo con lo Slavia Praga è arrivato alla prima. Meglio così, perché c’è tempo per recuperare. Di sicuro però, se quella dell’Inter era ai nastri di partenza una missione molto molto complicata, adesso diventa una vera impresa. Questo pareggio con lo Slavia testimonia una cosa importante, una cosa fondamentale da non dimenticare mai: in Champions League non esistono partite facili. Tutti gli avversari sono di massimo livello, e infatti l’Inter che aveva gestito abbastanza bene, che era riuscita a superare con le proprie caratteristiche le prime 3 di campionato contro Lecce, Cagliari e Udinese, con lo Slavia Praga non ce l’ha fatta. Un ottimo Slavia Praga, uno Slavia Praga che non è assolutamente una squadra parvenu, improvvisata. È una squadra che l’anno scorso ha fatto un gran percorso in Europa League, ha eliminato il Siviglia, ha dato battaglia al Chelsea nei quarti di finale, per cui è una formazione da rispettare a tutto tondo e che si è fatta rispettare con l’aggressività che ha messo da subito in campo, con l’organizzazione, con la coralità con cui ha giocato, con la statura psicologica di dire “vado a San Siro a proporre il mio gioco”».

BRUTTA INTER«Squadra brutta l’Inter vista in questa prima europea. è un’Inter che è parsa fin da subito un po’ troppo soft, quasi come se, inconsciamente, avesse inserito una sorta di modalità a risparmio energetico, di gestione fisica, dopo gli impegni di inizio stagione, e anche di gestione nervosa e mentale, in vista del grande impegno di sabato, il derby. L’inter non è stata la squadra focalizzata, continua, decisa e tutto sommato precisa, oltre che tagliente, delle prime 3 giornate di campionato. In mezzo al campo c’è stato l’esperimento di Roberto Gagliardini mezzala al posto di Barella e Matias Vecino. Vecino continuo a pensare che sia un giocatore molto importante, cardinale, per non dire fondamentale per il tipo di squadra che schiera Antonio Conte».

SONO MANCATI I SINGOLI«È un’Inter che non c’è stata sia dal punto di vista dell’organizzazione corale della manovra, ma neanche sul piano delle responsabilità individuali: raramente si è visto un dribbling, una giocata rischiosa, uno spunto, un impeto di personalità. Lo ha fatto Matteo Politano, ha preso la punizione che Stefano Sensi ha disegnato sulla traversa e Barella ha trasformato nel gol dell’1-1, che evita drammi ma non migliora più di tanto le cose. è questo che deve preoccupare dell’Inter, il fatto che non ci sia stata la risposta della squadra, e neanche da parte dei singoli. Entra un discorso di condizione, perché è lampante come Lukaku sia forse al 50% del proprio potenziale; lo stesso Lautaro Martinez ha sempre questo problema, ha avuto 3 occasioni, è stato attivo nella partita, anche piuttosto brillante, e interpreto la sua uscita per gli ultimi 20 minuti proprio come una decisione in chiave derby».

VECINO E SANCHEZ – Infine, in vista del derby contro il Milan in programma sabato, Borghi invoca due giocatori, che potrebbero apportare alla manovra dell’Inter la giusta dose di imprevedibilità: «Non penso possa essere un discorso di condizione fisica, la condizione fisica l’Inter ce l’ha, nelle prime tre partite di campionato è arrivata molto bene fino alla fine. Credo sia proprio un discorso di conformazione, per questo dicevo che Vecino diventa un giocatore molto importante. È quello che unisce imprevedibilità tattica, capacità di inserimento, centimetri e forza fisica in mezzo al campo ed ha anche un valore tecnico adeguato a questo tipo di partite. Per questo sono assolutamente certo che Vecino, a meno di problemi fisici, giocare da titolare il derby. Poi ci saranno da fare altre scelte: Alexis Sanchez non ha visto il campo, evidentemente anche lui è in ritardo di condizione, però nel derby diventa quasi fondamentale pensare di poter contare su di lui».

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