Borghi: “Inter-Bologna, una differenza. Eriksen, manca una cosa. Conte…”

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6 Luglio 2020, 20:19
Stefano Borghi
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La differenza tra Inter e Bologna risiede nell’atteggiamento dei suoi allenatori, secondo Stefano Borghi. Il giornalista analizza la prestazione nerazzurra, contenendo le critiche ad Eriksen e Conte, finiti a loro modo sulla graticola. Ecco l’opinione di Borghi, pubblicata sul suo canale YouTube.

ATTEGGIAMENTO – La principale discriminante tra Inter e Bologna è solo una, secondo Stefano Borghi: «La differenza principale vista ieri a San Siro tra l’Inter e Bologna sta la differenza dell’atteggiamento dei due allenatori. Conte è sempre stato sulla corda, con questa espressione tesa, preoccupata: come se si aspettasse da un momento all’altro la difficoltà. Mihajlovic invece è stato assolutamente presente nella partita: era visibilmente arrabbiato nei primi 20-25 minuti, ma poi lo avete visto accogliere la rimonta col sorriso, con questo atteggiamento di chi comunque ne ha viste troppe per essere eccessivamente segnato. Queste sono cose che hanno dei riflessi all’interno delle squadre».

ERIKSEN – Borghi commenta anche la prestazione non sufficiente di Christian Eriksen. Il giornalista ridimensiona tuttavia la delusione: «Eriksen per me è un giocatore indiscutibile: le sue qualità sono fuori da ogni discussione. La discussione va fatta sul progetto. Io credo che a rosa completa l’Inter abbia la struttura giusta – con Eriksen al meglio – per essere una squadra che gioca un calcio migliore di quello che ci viene offerto. Eriksen deve prendere continuità. La partita col Bologna di Eriksen è stata una partita grigia, insufficiente, dovuta anche al fatto che l’avversario si è imposto molto bene sul trequartista danese. Perché Schouten ha fatto una partita eccellente nel contenerlo e anche questo è un merito del Bologna».

ASTINENZA – Borghi analizza poi il momento non positivo di Lautaro Martinez, culminato con l’errore dal dischetto di ieri. Le sue parole: «Lautaro secondo me sta giocando tutt’altro che male in questo momento, però sta soffrendo visibilmente l’assenza del gol. È la tensione tipica del goleador che diventa un elemento che fa la differenza nel momento in cui la sai maneggiare. Quando Lautaro si sbloccherà, poi segnerà per diverso tempo, anche questo è fuori discussione. La qualità di questo giocatore, la voglia che ha di essere protagonista in questo momento, la smania, lo stanno tradendo».

CONTE – Infine, un giudizio su Antonio Conte: «Mi sembra assolutamente chiaro che l’Inter senza Antonio Conte non sarebbe stata a questi livelli.  Conte ha fatto un lavoro importante, perché comunque ha portato immediatamente l’Inter ad essere protagonista, a fare tanti punti, ad essere lì in alto. Io dico che questa prima stagione è una stagione di costruzione e l’Inter è andata al di là del proprio potenziale reale nella prima parte. Adesso sta un po’ inciampando, è normale che ci sia della delusione, ma non metterei assolutamente una croce su questo progetto tecnico e non andrei ad attaccare più di tanto il lavoro di Conte».


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