Mondo Inter

Bonucci: «Blocco Inter? Spalletti poteva fare di più! Una differenza col passato»

Bonucci ha fatto parte dell’Italia di Conte, che ben figurò all’Europeo del 2016 nonostante un tasso tecnico non elevato e dell’Italia di Mancini Campione d’Europa nel 2021. L’ex difensore della Juventus, intervenuto a Cronache di Spogliatoio, spiega la differenza tra il blocco bianconero e quello dell’Inter in Nazionale

ESPERTO – Leonardo Bonucci di Italia se ne intende. Nel 2016, con la Nazionale di Antonio Conte, fece certamente bella figura nonostante l’errore contro la Germania durante la lotteria dei rigori. Poi, nel 2021 con l’Italia di Roberto Mancini contribuì al trionfo finale con prestazioni di qualità ed esperienza.

MOTIVAZIONI – Proprio per questo, alla luce della disfatta dell’Italia di Luciano Spalletti all’ultimo Europeo, prova ad analizzare cosa non è andato per il verso giusto e come mai il blocco Inter non ha funzionato come quello della Juventus. Bonucci ha un’idea ben precisa su quale sia il motivo che fa tuttora prevalere il blocco bianconero rispetto a quello nerazzurro, senza tuttavia sorvolare sulle responsabilità del Commissario Tecnico toscano.

Bonucci e il blocco Inter nell’Italia di Spalletti: ecco perché è stato meno incisivo del blocco Juventus

ESPERIENZA DIFFERENTE – Bonucci non getta la croce addosso al blocco Inter parlando della disfatta dell’Italia agli Europei. Da buon intenditore di meccanismi e dinamiche interne, l’ex Juventus spiega le differenze tra il blocco bianconero e quello nerazzurro: «Noi siamo arrivati a giocarci l’Europeo del 2016 e del 2021 dopo aver giocato tanti anni assieme, il blocco Inter non sono così tanti anni che gioca insieme. Ovvio che quando hai tanti giocatori che giocano insieme durante l’anno nella stessa squadra parti avvantaggiato perché si conoscono a memoria. Poi però cambiano le dinamiche, i meccanismi, magari c’è chi arriva più stanco di altri».

RESPONSABILITÀ – Bonucci sottolinea anche le responsabilità di Spalletti: «Ci sono tante variabili e secondo me lì deve essere bravo l’allenatore affinché queste variabili vadano a incanalarsi verso lo stesso obiettivo e da questo punto di vista si poteva fare qualcosa di meglio».

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