Biasin: “Subito processo all’Inter dopo beatificazione Vecino! Chi sbaglia…”

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21 agosto 2018, 08:30
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin – giornalista di “Libero” e tifoso interista -, nel consueto editoriale del martedì per il portale “Tutto Mercato Web”, attacca gli amanti delle polemiche dopo Sassuolo-Inter, sconfitta che ha già offerto il peggio di sé tra i meno moderati del tifo nerazzurro a tal punto da sentir parlare di esonero di Spalletti

CHI SBAGLIA – […] A ogni modo, vorrei scrivere qualunque cosa pur di non parlare dell’Inter che ha perso, ma questa introduzione è ai limiti dello straccio del tesserino e, quindi, parliamo di calcio. Cose veloci di Inter. Ci sono due modi per iniziare una stagione, bene o male. L’Inter ha scelto la terza: malissimo. A Reggio Emilia tutti hanno sbagliato tutto (tranne Radja Nainggolan, pescato a prendere ‘il numero di targa’ di una signorina sugli spalti del ‘Mapei Stadium’) e, sia chiaro, siamo mica qui a sputar sentenze ché, altrimenti, dovremmo esserci noi al posto di quelli che guadagnano i milioni, ma qualcosa va pur detta. Ha sbagliato il tecnico, superato sotto tutti i punti di vista dal suo avversario, ovvero l’ottimo Roberto De Zerbi (oh, capita anche ai migliori). Hanno sbagliato i difensori, gli esterni, i centrocampisti e gli attaccanti, scesi in campo storditi da due mesi di chiacchiere (‘siete voi l’anti-Juventus!’) e a ben guardare un filo rimbambiti (che poi, diciamolo, siamo noi che li abbiamo lusingati: mai fidarsi degli ‘esperti’). Ha sbagliato la squadra in generale, insomma, apparsa molle come un fico dimenticato al sole oltre che sfiatata e curiosamente senza carattere (cosa mai capitata da febbraio in avanti). È mancata la condizione, non ci sono state le idee, la capacità di reazione e, se vogliamo anche il campo (impresentabile) e l’arbitro (anch’egli parecchio fuori condizione) ci hanno messo del loro. Fine della premessa”.

PROCESSO INTER – “Tutto questo minestrone indigeribile, somministrato a chi si aspettava ben altro esordio (i tifosi) non deve però far perdere il senso della misura. Dal triplice fischio di Sassuolo-Inter 1-0 (ma anche durante la partita) è partito il processo esattamente opposto a quello di beatificazione che per due mesi ci aveva portato a parlar bene di tutti: giocatori, dirigenti e proprietà. Sono bastati novanta minuti (orrendi, per carità!) a trasformare totalmente i giudizi e, allora, ‘la società ha sbagliato il mercato’, ‘Luciano Spalletti non andava rinnovato’, ‘i giocatori sono mediocri’, ‘Nainggolan è una fregatura rifilata dalla Roma’, ‘andavano presi quelli che non sono stati presi e venduti quelli che non sono stati venduti’, ‘non possono non portare a Milano Luka Modric, l’avevano promesso’ (?), fino al grande classico: ‘I cinesi se ne fottono’. Questa incapacità di misurare i giudizi è assolutamente normale fino a quando si parla di sostenitori, ma da qualche tempo è diventata tipica anche di gran parte dei media, a caccia di clic ‘facili’ e, quindi, decisi a offrire ‘petali di rosa’ se percepiscono che il popolo reclama i petali di rosa, oppure ‘sangue’ se percepiscono che il popolo reclama il sangue. Un modo di fare francamente stucchevole al quale, per fortuna (o purtroppo), ci stiamo piano piano abituando. L’Inter ha steccato la prima, le sue avversarie no, incazzarsi è doveroso, pretendere anche. ‘Esagerare’, invece, è solo il modo migliore per dare spago a quelli che da sempre (e per sempre) dicono (e diranno) ‘ma dove vogliamo andare!’. La passata stagione lo hanno fatto per trentasette giornate e mezzo, salvo poi gridare ‘(Matias) Vecinoooooo!‘ e partecipare alla festa. Niente panico signori, le sentenze d’agosto sono un ossimoro a uso e consumo esclusivo di chi sguazza nella confusione”.







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