Biasin: “Inter col Torino come Fracchia! Spalletti, indigestione tecnica”

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28 agosto 2018, 09:00
Fabrizio Biasin

Nel suo editoriale per il sito “TuttoMercatoWeb” il giornalista Fabrizio Biasin paragona l’Inter vista domenica sera contro il Torino a un celebre film comico, “Fracchia la Belva Umana”, per la doppia versione messa in campo dai nerazzurri durante i novanta minuti. Secondo lui Luciano Spalletti dovrebbe capire quanto prima di avere a disposizione una rosa più ampia rispetto alla passata stagione.

DUE VOLTI – “L’Inter è in drammatica difficoltà. Oddio, questo potrebbe sembrare un giudizio davvero troppo severo, in fondo siamo solo alla seconda giornata, ma prevenire è meglio che curare eccetera eccetera. Contro il Torino i nerazzurri sono sembrati la versione calcistica del celebre Fracchia la Belva Umana (1981, regia di Neri Parenti): nel primo tempo sono stati la Belva Umana (dominatori, cattivi, persino spietati), nel secondo Fracchia (fantozziani). La sensazione è che il tecnico dell’Inter, pur bravissimo (chi lo mette in discussione lo fa perché ha manie di grandezza e vorrebbe essere al suo posto), sia in questo momento alle prese con un’imprevedibile ma tangibile indigestione tecnica. Un anno fa aveva quattordici, massimo quindici giocatori spendibili sul campo e quelli schierava, quest’anno se ne ritrova quattro o cinque di più e sembra vittima della sindrome del goloso davanti al vassoio dei pasticcini: mentre perde tempo a decidere se è meglio il cannoncino o il bigné si fa fottere da un Walter Mazzarri qualunque (con tutto il rispetto per il buon Walter, concretissimo)”.

FREGATI DALL’EX – “Il tecnico del Torino dopo un primo tempo osceno ha imposto ai suoi dei banali correttivi, quasi avesse pensato ‘questa è persa, tentiamo il tutto per tutto’; dall’altra parte ha trovato Luciano Spalletti poco reattivo, che ha lasciato il controllo del centrocampo ai granata (Roberto Gagliardini perché non gioca più? Ha la pertosse? Il vaiolo?), ha ritardato l’ingresso di Lautaro Martinez fino a renderlo inutile o quasi (in tre minuti ha comunque fatto vedere di che pasta è fatto), soprattutto non è riuscito a dare ai suoi gli strumenti utili per trasformare una morbida partita casalinga (al 45’ vinceva 2-0), in una partita finita. I nerazzurri di fronte a un mese di osanna mediatici (‘quest’Inter è fortissima!’) invece di acquisire certezze se la sono fatta sotto, sono andati nel panico, sono tornati alle incertezze di gennaio, si sono sbriciolati come frolla di fronte all’errore del loro portiere che è sì grave, ma non decisivo (sei 2-1 in casa tua, sei l’Inter, che problema c’è?). L’Inter è in difficoltà psicologica e fisica, ma non tecnica. L’anno scorso vinceva perché correva di più, quest’anno è indietro di fiato e soprattutto di attributi. Su questo deve lavorare Spalletti prima che le rotture di balle e i critici prendano definitivamente il sopravvento: faccia capire ai suoi che ‘Pazza Inter’ è un motto buono per i titolisti, ma non può essere la realtà. I pazzi vanno bene in manicomio, non vincono le partite (e comunque Adam Sandler la prossima volta stia pure a casa sua che è meglio)”.






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