Biasin: “Icardi, basta parole! Ora bisogna difendere l’Inter coi fatti! Conte…”

Articolo di
21 maggio 2019, 00:58
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin – giornalista di “Libero” e tifoso interista -, nel consueto editoriale del martedì per il portale “Tutto Mercato Web”, fa il punto sull’Inter tra panchina (Conte) e ultima partita stagionale (Empoli) per non fallire l’unico obiettivo rimasto a Spalletti prima dell’addio (Champions), chiedendo uno sforzo in più all’ex capitano (Icardi)

DA CONTE ALLA CHAMPIONS – L’editoriale di Fabrizio Biasin si sofferma sulla melodrammatica situazione creatasi ad Appiano Gentile nelle ultime settimane: “[…] Beppe Marotta e Antonio Conte aspettano la fine della stagione per formalizzare l’intesa raggiunta a inizio aprile. Le parti si sono sentite anche negli ultimi giorni per ribadire la ferma intenzione di ritrovarsi all’Inter dopo gli anni torinesi. L’allenatore guadagnerà circa 10 milioni di euro a stagione. […] L’Inter anche quest’anno deve giocarsi l’accesso alla Champions League all’ultima giornata. I processi, eventuali, li rimandiamo a settimana prossima, qui la buttiamo sulla stucchevole retorica. Perché è stucchevole, ma noi ci crediamo davvero. Cose a caso che avrete già letto di sicuro nelle ultime ore: ‘La colpa è di Luciano Spalletti che è pavido’, ‘no, di Mauro Icardi che si è tirato fuori dalla mischia’, ‘no, di Marotta che non ha ancora portato Lionel Messi e Diego Maradona‘, ‘no, di Piero Ausilio che a suo tempo non ha preso Dries Mertens e quello ha fatto gol’, ‘no, di patron Zhang Jindong che non caccia il grano’, ‘no, dei giocatori che se ne fottono’ ecc, ecc… Che qualcuno in casa Inter debba avere ‘la colpa’ è scontato come l’afflusso di spettatori a San Siro (previsto il pienone anche per l’ultimo atto). Ognuno ha il suo colpevole preferito e, forse, la verità è che tutti hanno la loro quota di responsabilità: del resto se sono tutti incazzati un motivo ci sarà. Se vogliamo, la situazione è pure più complessa di un anno fa (all’epoca c’era entusiasmo per un’occasione acchiappata all’ultimo, quest’anno depressione per una squadra che a Napoli… è stata deprimente), ma il punto è un altro. Il punto è che in una stagione dove molti hanno toppato e pochissimi hanno fatto il loro dovere appieno, è giunto il momento di vedere se, a un passo dall’Abisso (‘A’ maiuscola, consentitecelo), le chiacchiere di troppi lasceranno spazio ai fatti. 1. Spalletti. Il tecnico sa perfettamente che il suo tempo sulla panchina dei nerazzurri sta finendo, eppure continua a ribadire il concetto: ‘Bisogna difendere l’Inter’. Ha ragione, lo dimostri ora, in un momento complicato per la sua squadra e certamente anche per lui. ‘Bisogna difendere l’Inter’ e farle ritrovare un po’ di quella grinta (basterebbe quella) decisamente smarrita negli ultimi due mesi di campionato. 2. Icardi. L’ex capitano prima si è sentito ‘vittima di un’ingiustizia’, poi si è fatto da parte, ora è rientrato, ma solo per le cronache, perché quello in campo non è decisamente ‘Icardi’. Domenica, presumibilmente, giocherà dall’inizio: la speranza è che metta da parte il rancore e ritrovi lo spirito che un anno fa lo ha portato a condurre i suoi nell’impresa dell’Olimpico. Altrimenti le parole, pur belle, resteranno solo parole. 3. Il resto del gruppo. In troppi quest’anno hanno messo davanti i loro interessi a quelli del gruppo. Qualcuno tra questi a fine stagione andrà via e potrebbe non avere tutta questa voglia di ‘metterci l’anima’. Ecco, tutti questi qui, accusati da noialtri di essere ‘mezzi giocatori’ hanno un’ultima, importante occasione: possono dimostrare a noi infamoni da scrivania che è comodo ‘processare’ quando non si è ancora scritto l’ultimo capitolo. E l’ultimo capitolo è in programma domenica, a San Siro. C’è da ‘difendere l’Inter’. Con i fatti possibilmente”.

Fonte: Tutto Mercato Web – Fabrizio Biasin

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