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Biasin: «Handanovic non espulso per due motivi! Protocollo VAR una boiata»

Biasin torna sull’episodio che ha visto protagonista Handanovic in Sassuolo-Inter. Il giornalista ritiene che doveva essere espulso, per il contatto con Defrel, e che il VAR sia limitato nei suoi interventi. Questa la sua analisi da TuttoMercatoWeb.

ROSSO MANCATO – “Son giorni che parliamo di Samir Handanovic e dell’espulsione scampata in Sassuolo-Inter. Partiamo da un presupposto: per lo scrivente, al netto di tutto, il rosso sarebbe stata la scelta più corretta. Non è arrivato per due motivi: la scaltrezza del portiere (oh, in qualche modo è stato bravissimo). L’incapacità degli arbitri di arrendersi alla tecnologia. L’attuale protocollo VAR è una boiata. Secondo quest’ultimo, coloro che hanno a disposizione le immagini possono sorpassare il fischietto di campo solo e soltanto se quello ha combinato una cazzata colossale. Se, invece, la cazzata è minima, allora non si può fare nulla. Cioè, resta una cazzata, ma non si può correggere. E questo per tutelare l’autonomia di lor signori i fischietti. Capite il cortocircuito? Per chi comanda è meglio un errore non clamoroso di una scelta giusta e che però deve passare dalla correzione della tecnologia. Sapete come si chiama questa? Arroganza. Ecco, ieri hanno inaugurato a Lissone una nuovissima e avanguardista VAR Room. È unica nel suo genere e questa è davvero una gran bella notizia. Ma per esserlo completamente è necessario che si proceda a una revisione del protocollo, altrimenti avremo una VAR Room meravigliosa e contemporaneamente un var che dovrà sottostare alla logica del ‘comanda chi sta in campo, anche se sbaglia’. Robe da matti”.

Fonte: tuttomercatoweb.com – Fabrizio Biasin

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