Berti: “Zhang sa cosa deve fare! Icardi? Impossibile criticarlo! Lazio-Inter…”

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11 giugno 2018, 23:13
Berti

Nicola Berti ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Fabrizio Biasin, giornalista di “LiberoQuotidiano.it”: l’ex idolo nerazzurro parla a cuore aperto della famiglia Zhang, di Mauro Icardi e delle emozioni legate alla qualificazione in Champions ottenuta sul filo del rasoio a Roma contro la Lazio. Di seguito le sue dichiarazioni

ENTUSIASMONicola Berti è uno che parla sempre a cuore aperto e se gli si chiede cosa pensa della famiglia Zhang non riesce a nascondere l’entusiasmo: «Cosa dico dell’Inter di Zhang? Io dico bene, sono stra-positivo. Non ho conosciuto il papà, il figlio sì: a me piacciono molto, c’ è entusiasmo, loro sanno quello che devono fare. Se capitan Mauro Icardi resta? Ma resta per forza! Come si fa a criticare uno come Icardi o a metterlo in discussione, dai. L’unica cosa è che deve imparare a giocare con qualcuno di fianco, perché non si può più giocare così. Con una punta sola non vai da nessuna parte. Lautaro Martinez sembra una bestia, ne parlano bene e mi pare sia molto interessante, ma un conto è vederli “là”, un conto è testarli “qua”, però l’ entusiasmo c’ è e si vede dai».

SODDISFAZIONE – L’ex nerazzurro parla poi della qualificazione in Champions League ottenuta all’ultima giornata di campionato ai danni della Lazio: «A cosa mi riferisco? Oh, ragazzi, la data di Roma ce la ricorderemo per tanti anni. Questo Lazio-Inter non cancella il famoso 5 maggio, ma che soddisfazione. Dove l’ho vista? A Norwich, ero lì con l’ Inter Forever. Tra l’altro la partita non si vedeva bene e ho fatto gli ultimi dieci minuti al telefono con mio figlio. Ti racconto: c’erano Toldo, Colonnese loro guardavano lo schermo ma le immagini arrivavano in ritardo e io anticipavo tutto tramite mio figlio. Al fischio finale ho urlato “Champiooooonsss!!!”, ci siamo abbracciati e hanno fatto tutti il coro a mio figlio: “Le-o! Le-o!”. Bellissimo. Se avessero proposto a me un passaggio in bianconero? Ma va, io alla Juventus? Mai!».







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