Bergomi: “L’Inter non riesce a seguire i ritmi di Conte. Un esempio su tutti”

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13 Luglio 2020, 08:33
Giuseppe Bergomi
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Bergomi ribalta i temi di discussione sull’Inter: non sarebbe “colpa” di Conte, ma dei giocatori che non stanno ai suoi ritmi. L’analisi dell’ex capitano nerazzurro, ospite fisso di “Sky Calcio Club”, cambia il punto di vista su tante delle difficoltà viste di recente.

ADDIO DIFFICILEGiuseppe Bergomi esclude quasi del tutto l’addio di Antonio Conte all’Inter: «Sono voci che sono uscite, quindi non sono uscite da lui. Sarebbe una grandissima sorpresa, perché in questo momento l’Inter deve avere pazienza. Non puoi ogni anno cercare di cambiare qualcosa, soprattutto la guida tecnica. Tu hai fatto un investimento importante su Conte, il vero leader quest’anno è lui: attorno a lui devi costruire la squadra. Io non ci credo, la pazienza e dare tempo a un allenatore come Conte… Io ero presente nel dopopartita, lui è rimasto molto abbottonato: non ha detto nulla. Per arrivare lassù ho fatto un paragone con la mai Inter: noi eravamo dei buoni giocatori, l’arrivo di un grande campione come Lothar Matthaus alzò la qualità di tutti quanti. Non so chi sia il grande giocatore: giusto andare sui giovani ma devi puntare un grande giocatore».

RESPONSABILITÀ DIVISE – Bergomi trova qualche errore anche del tecnico: «Altrettanto giusto dire che, quando prendi Conte, dev’essere quello che alza il livello dei giocatori. È chiaro, lo dobbiamo dire, perché l’Inter ha speso sia durante il mercato estivo sia durante quello invernale. Fin dall’inizio, dove la squadra ha subito recepito i meccanismi di Conte, era pronta: alla terza amichevole sapeva già cosa fare. Però, per tenere quel ritmo e quell’intensità, giocando con quel sistema di gioco per novanta minuti non ce la fai. Non è mai riuscita l’Inter ad avere un certo tipo di continuità all’interno della partita, Conte richiede molto a questa squadra che forse non riesce a dare tutto quello che vuole. All’interno ci sono tante personalità: uno su tutti Diego Godin, capitano e vincente. Era stato preso prima dell’arrivo di Conte, ma dentro il contesto a un certo punto nelle rotazioni è scivolato dietro anche Andrea Ranocchia».

SFORTUNA – Bergomi trova anche un altro fattore che ha ostacolato la corsa della squadra di Conte: «Ci sono state anche delle partite che non sono girate bene. Dove ha perso i punti? Verona, Sassuolo e Bologna. L’Inter si è presentata alla ripresa a cinque punti, con una Juventus stratosferica. Col Bologna 1-0 sbaglia un rigore e perde la partita con l’uomo in più: è un errore, doveva gestire meglio, ma sono cose che con un pizzico di fortuna potevano girare. Poteva vincerle tutte e tre».


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