Bergomi: “Giroud può aiutare l’Inter. Esposito deve giocare! Griezmann…”

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17 Aprile 2020, 09:35
Giuseppe Bergomi
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Beppe Bergomi, ex storico capitano dell’Inter, nel corso di una lunga intervista rilasciata alla “Gazzetta dello Sport” (QUI la prima parte), dopo aver parlato di Lautaro Martinez ha continuato dicendo la sua riguardo l’attacco nerazzurro, facendo riferimento in particolare al possibile acquisto di Olivier Giroud e il futuro di Sebastiano Esposito.

GRIEZMANNBeppe Bergomi continua l’intervista parlando anche di Antoine Griezmann come possibile sostituto di Lautaro Martinez: «Con Griezmann saresti quasi costretto a spostare Lukaku più da centravanti vero e usare il francese come pendolo dietro di lui. Sarebbe quasi un 1-1, non due punte. Perché il francese non può giocare spalle alla porta come Lautaro, è un altro giocatore. E se viene indietro occupa una zona da trequartista dove si pensa possa agire un’evoluzione di Eriksen. E quello era anche il posto di Sensi. A quel punto le alternative aumentano troppo, forse».

GIROUD E SANCHEZ – Bergomi continua l’intervista parlando del possibile acquisto di Olivier Giroud facendo riferimento anche su Alexis Sanchez: «Giroud ingombrante vista la sua età? Può adattarsi bene al ruolo. Deve capire, se non lo ha già fatto, che è un compito importante, perché l’Inter con due punte titolari ne deve avere altre due di livello dietro. Poter contare su uno come Giroud peserebbe, perché le partite si risolvono spesso nel finale, quando devi alzare la palla, non puoi andar dentro con la giocata pulita. Lui in questo ti può aiutare molto. E nel calcio attuale parlare di “riserve” è relativo. Alexis Sanchez? L’infortunio lo ha frenato, stava crescendo, mi sarebbe piaciuto vederlo con la continuità di una stagione sotto Conte».

SU ESPOSITO – Bergomi chiude parlando del gioiellino classe 2002: «In passato, su altri come lui, ne ho sentite tante. Si dice: “così sta a contatto con i grandi campioni”. Per me bisogna giocare, fare esperienza per tornare pronto. Restare ha senso se sei il primo cambio dopo le due punte, ma è un ragazzo del 2002, mi sembra un po’ presto. Può giocare in B in una squadra che punti a vincere, o in A come ha fatto Salcedo quest’anno. Poi certo, nessuno ti garantisce il posto anche nelle “piccole”, però per lui è importante confrontarsi con le linee offensive avversarie, mettere minuti».


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