Bergomi: “Bastoni talento! Futuro dell’Inter ma ecco dove deve migliorare”

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27 Marzo 2020, 09:01
Giuseppe Bergomi
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“La Gazzetta dello Sport”, nell’edizione odierna, ha intervistato Alessandro Bastoni, difensore classe 1999 dell’Inter. La sua intervista (che potete trovare QUI e QUI) è accompagnata dall’analisi di Giuseppe Bergomi, uno che lo conosce discretamente bene, a livello tecnico

PREGI – Alessandro Bastoni e Giuseppe Bergomi si sono incrociati ai tempi delle giovanili dell’Atalanta. Lo “zio” allenava, Bastoni giocava e proprio l’ex capitano nerazzurro ha commentato la crescita esponenziale dell’ex Parma: “Conosco Bastoni da tanto tempo. Quando allenavo i“’95” all’Atalanta (era la Berretti), si diceva che la classe 1999 fosse una delle più forti. Alessandro era uno che spiccava. E ne seguo la crescita da un po’ anche nelle varie nazionali giovanili: ha sempre avuto mezzi fisici e tecnici importanti. In più è un centrale mancino, categoria molto richiesta nel calcio di oggi. Ora tutti vogliono far partire l’azione dalla difesa e lui con quel piede e con quella personalità ti fa uscire da dietro. I difensori mancini sono merce rara, quelli con qualità importanti di palleggio ancora di più: lui le ha. A volte ha anche quell’arroganza nella giocata che è bella da vedere in un calciatore così giovane“.

DIFETTI – Complimenti finiti, Bergomi poi analizza i margini di crescita del classe ’99: “Bisogna anche esser difensori, oltre a rischiare le giocate palla al piede. Bisogna reggere l’uno contro uno, saper difendere con tanto spazio alle spalle, scegliere quando accorciare e quando temporeggiare, leggere le diverse situazioni. Tutte cose che definiscono un difensore, uno che ti risolve problemi e non te li deve mai creare. Da questo punto di vista, in quasi tutte queste cose, Bastoni deve ancora crescere, per diventare un top, anche perché nel nostro calcio alla fine vince spesso chi subisce di meno“.

IMPARARE – La carta d’identità di Bastoni consente comunque un ampio margine d’apprendimento dai primi errori: “Prendiamo il gol di Paulo Dybala in Juventus-Inter: lì sbaglia un’uscita, viene saltato e poi non riprende più l’argentino. Se fa quell’uscita con i tempi giusti porta via la palla: questa è la crescita che serve per entrare fra i big del ruolo. Ma ha grandi mezzi, lo vedi anche quando salta di testa. E grandi maestri: prima ha imparato da Gian Piero Gasperini, in una difesa a tre completamente diversa, senza coperture, ora deve solo seguire le indicazioni di Antonio Conte“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport


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