Mondo Inter

Bellinazzo: «Inter, rosso storico! Fondo Oaktree garanzia, ma serve stadio»

L’Inter e il suo rosso record (vedi articolo), il fondo Oaktree, la situazione di Suning e la questione stadio. Questi i temi che il noto giornalista de Il Sole 24 Ore Bellinazzo ha trattato ai microfoni di TMW Radio.

ROSSO – Marco Bellinazzo ha commentato il passivo di bilancio dell’Inter: «È un rosso storico. I bilanci di 2020 e 2021 dei vari club italiani sono stati chiaramente condizionati dalla pandemia, per squilibri strutturali che si portavano dietro e che sono stati acuiti dall’emergenza sanitaria. A mio avviso vanno letti insieme quelli delle due stagioni, perché diverse poste del bilancio, sia in entrata che in uscita, sono state trasferite da una stagione all’altra, in virtù del fatto che lo scorso anno la stagione è proseguita oltre giugno. Nell’insieme abbiamo questa perdita monstre, che se aggiungiamo alla perdita del 2020 porta il totale complessivo a quasi 350 milioni. Juventus, Inter e Milan hanno perso 900 milioni nei due anni, circa 300 a testa. Nel caso dell’Inter siamo andati anche oltre. Ci si aspettava un rosso intorno ai 200 milioni, il Cda ha certificato che sono 40 milioni in più. Ancora più grave di quanto si potesse preventivare, per quanto fosse scontato che si arrivasse a questo pesante deficit».

Situazione Oaktree

ASSICURAZIONE – Bellinazzo ha poi parlato del fondo Oaktree: «Una parte delle plusvalenze sono state fatte dopo il 30 giugno e vanno sul prossimo bilancio, quindi non hanno avuto un impatto positivo su questo. L’Inter ha problemi di cassa da mesi. In parte questi problemi sono stati risolti con il prestito del fondo Oaktree. È un prestito che è stato fatto sopra la catena di controllo dell’Inter, che quindi riceve questi pagamenti sotto forma di prestiti indiretti. A breve c’è un debito che invece è diretto per l’Inter, il prestito obbligazionario da oltre 300 milioni che scade l’anno prossimo dovrebbe essere rinnovato a breve e questo dovrebbe risolvere i problemi finanziari. Sulle prospettive incideranno le questioni legate alle riaperture complete, l’Inter è la squadra che ha subito di più insieme alla Juventus la chiusura degli stadi, faceva 60.000 spettatori di media prima del Covid. Ha una situazione proprietaria in cui la famiglia Zhang è sempre più marginale. La polizza assicurativa importante è il fatto che c’è un fondo come Oaktree, un fondo canadese, che ha in pegno l’Inter. Se da qui a due anni e mezzo, Suning non dovesse onorare questo prestito, il fondo Oaktree entrerebbe in possesso dell’Inter. La famiglia Zhang è in grandissima difficoltà. Altra questione è Suning, nel cui azionariato sono subentrati altri colossi cinesi e proprietà pubbliche che hanno rinsaldato il tutto. Questa è un’ulteriore garanzia, ma dipende dalle scelte di Xi Jinping in politica estera rispetto a certi investimenti».

Nuovi ricavi per l’Inter

STADIO – Bellinazzo ha concluso il proprio intervento analizzando i rischi che potrebbe correre l’Inter e la situazione relativa allo stadio di proprietà: «Cosa rischia l’Inter? Dalle informazioni che ho, dal punto di vista della proprietà non ci dovrebbero essere problemi a chiudere il prestito obbligazionario da 300 milioni e avrà meno urgenza di cassa. Il tempo volge al bello con la riapertura degli stadi, con i nuovi contratti di sponsorizzazione e con il fatto che il monte ingaggi è stato tagliato di più del 10%. Con l’alleggerimento dei costi e i ricavi che torneranno a crescere, l’anno prossimo il rosso dovrebbe essere molto più basso. È probabile che si debbano fare dei sacrifici. L’urgenza creata dalla pandemia si spera che possa essere superata e questo cambia radicalmente le prospettive. Bisogna però cogliere questa occasione per rimettere i conti in ordine. Lo si può fare tagliando i costi, ma è miope se non si lavora sui ricavi. E alla voce ricavi c’è soprattutto un investimento da fare per Inter e Milan, lo stadio. Speriamo che dopo le elezioni ci possa essere un salto di qualità da questo punto di vista. Senza uno stadio che possa raddoppiare i ricavi, si fa fatica».

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