Bashir: “Lautaro fuoco di paglia. Dalbert mediocre, ecco perché in campo”

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20 agosto 2018, 22:03
Bashir

Mohamed Bashir – giornalista di Libya TV -, ospite negli studi di “Sportitalia” ha parlato della sconfitta dell’Inter contro il Sassuolo, incolpando soprattutto Spalletti

SPALLETTI POPOLARE – «Nelle amichevoli d’estate non si possono fare calcoli, sono partite così, dove l’avversario non si impegna, fa parte di una preparazione molto più ampia. Sicuramente quanto fatto vedere nel precampionato dall’Inter non è valido come valutazione. La cosa in cui pecca Spalletti – ed è stato così anche alla Roma – è il fatto di ammiccare verso le scelte popolari: ha messo subito Lautaro, subito Asamoah, De Vrij e poi ha messo Dalbert. Una squadra imbottita di neo-acquisti, per forza poi che certo che non aveva un’identità palpabile sul campo. Non è la prima volta in cui casca Spalletti in questo ammiccamento verso il pubblico e infatti ha pagato a caro prezzo questa strategia».

DALBERT MEDIOCRE – «La questione Dalbert è stata detta spesso: assolutamente non è un giocatore di alto profilo, lo abbiamo visto l’anno scorso e lo continueremo a vedere così. Penso lo stia mettendo in campo perché all’estero c’è ancora il mercato aperto e può essere che l’allenatore stia favorendo la cessione. Non sarebbe un’eresia o una novità schierarlo affinché non si svaluti, anche perché è un esubero in quel ruolo, soprattutto lui che non ha dimostrato nulla e che non ha possibilità di mostrare nulla perché non è un giocatore da Inter».

LAUTARO MAL GIUDICATO – «Quando hai un progetto e lo hai pianificato, non è possibile che imbottisci la squadra alla prima di campionato di uomini nuovi. Non è possibile che ti reinventi Asamoah interno alto, ruolo tra l’altro mai coperto in carriera. Quando ti manca un perno del tuo progetto futuro come Nainggolan devi tornare alle garanzie, non reinventare. Qualcuno si aspettava di più da Lautaro, ma non è possibile giudicare i giocatori basandosi sulle amichevoli, anche perché poi paga il giocatore. Andava inserito con il contagocce, come si faceva una volta soprattutto con i giocatori stranieri e giovani, non buttato nella mischia».

ZERO CERTEZZE – «Non avrei giocato con il 4-2-3-1, soprattutto con Brozovic in quelle condizioni fisiche: se inventi una formazione improbabile, in Italia paghi il prezzo, non è assolutamente ammissibile. Siamo tutti sconcertati dopo la performance dell’Inter di ieri sera, non c’è un alibi, tutti sono responsabili ma in primis chi ha messo in campo la formazione. L’Inter è una squadra umorale, laddove mancano certezze questo porta sconcerto e frustrazione. Devi dare garanzie alla squadra sapendo di non avere un giocatore di classe o personalità assoluta. Chi funge da leader? Il modulo dell’allenatore e le certezze. Se togli certezze a una squadra umorale, togli tutto».







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