Altobelli: “Lautaro Martinez vale Neymar. Resti all’Inter per vincere”

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6 Aprile 2020, 10:01
Alessandro Altobelli
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“La Gazzetta dello Sport” ha intervistato in esclusiva Alessandro Altobelli, ex attaccante dell’Inter e campione del mondo con la Nazionale di Enzo Bearzot nel 1982. Adesso lavora come opinionista per Be-In Sports. Tra le pagine del quotidiano sportivo, ha detto la sua sull’emergenza coronavirus e sull’eventuale trasferimento di Lautaro Martinez al Barcellona

EMERGENZA – Il coronavirus ha preso alla provvista anche Alessandro Altobelli: ” Ero a Doha (dove passa molto del suo tempo da collaboratore di Be-In Sports, ndr), inizio marzo: ho capito che la storia non sarebbe durata poco, ho preso il primo aereo, l’unico, sono arrivato a Roma e poi ho affittato un’auto per raggiungere Brescia. Da quel giorno sono chiuso in casa, non esco neppure nel mio giardino. In città vivono pure i miei due figli e i miei nipoti: non li vedo mai, è un segno di rispetto delle regole, a casa mia funziona così“.

CRISI – Altobelli fatto il contrario di molti che sono scappati dalle regioni più colpite: tornando nell’epicentro della pandemia: “Non so perché la Lombardia sia stata così invasa dall’epidemia, non va neppure di pensare al perché, di cercare i colpevoli. Ho mia mamma che vive a Sonnino (provincia di Latina, ndr), per fortuna il paese non ha neppure un contagiato. Alla gente dico: non pensiate di fare i furbi, il virus usa le vostre gambe per diffondersi. Quindi restate a casa. Poi, una volta finita l’emergenza, tireremo una riga e faremo tutti i conti su chi ha lavorato bene e chi male. È in momenti così difficili che si vede il vero valore di chi governa“.

IMPATTO – Anche il calcio dovrà tirare una linea dopo questa pandemia: “L’emergenza è stata sottovalutata, nessuno all’inizio aveva capito la gravità della situazione. Penso che avrebbero dovuto fermare prima il campionato, non si sarebbe dovuto giocare Juventus-Inter, ma mi riferisco soprattutto ad Atalanta- Valencia. Si sono fatte le cose in ritardo, ci saremmo potuti risparmiare qualche morto. E invece qui a Brescia è un continuo“.

DIFFICOLTÀ – Ma una ripresa del campionato è davvero possibile? “Oggi il mondo del calcio è in ginocchio dal punto di vista economico, capisco la voglia dei presidenti di ripartire. Io sono anche d’accordo, a patto che i medici diano il via libera. In questo momento non avrei neppure voglia di pensare a un nuovo inizio, se solo penso alle immagini di quanto accade qui a Brescia. Non vedo grandi possibilità, onestamente. Ma in caso devesse arrivare il via libera, però, allora si giochi fino ad agosto, anche più in là, basta che si concluda questo campionato“.

LEGAME – A proposito di chi è rimasto, Lautaro Martinez non è volato in Argentina come hanno fatto alcuni suoi colleghi: “È dai piccoli gesti che si riconoscono i grandi uomini: restare a Milano, nel marasma, vuol dire in qualche modo aver sposato le difficoltà della città. Resterà anche dopo il calciomercato? Lo dissi otto mesi fa, ormai. Lautaro Martinez per me vale Neymar. Dico davvero: non ha neppure 23 anni, è giovane, è un talento oltre che un ragazzo serio, è uno dei più forti al mondo nel suo ruolo, ha fatto vedere che razza di giocatore è. Capisco gli possa far piacere che lo cerchino i club come il Barcellona. Ma mi sento di dirgli questo: l’Inter oggi è tornato ad essere un club che vuole vincere. E che può farlo, soprattutto. Resti qui, allora, Lautaro. E vinca con l’Inter, perché quello nerazzurro un progetto destinato ad alzare i trofei“.

CASH – L’offerta da 111 milioni potrebbe ingolosire anche l’Inter: “Se l’Inter è arrivata a spendere così tanto la scorsa estate per Romelu Lukaku, vuol dire che Steven Zhang non ha problemi finanziari di alcun tipo. Cosa gli cambia incassare una grande cifra per poi veder partire il suo pezzo forte? L’Inter può permettersi di rinunciare a qualsiasi offerta. E anzi, è in grado di comprare chiunque. Facciamo così: se Lautaro Martinez ha voglia di giocare con Lionel Messi, perché l’Inter non propone a Leo di venire a giocare a Milano?

ARIETE – Anche il belga, ex Manchester United, ha avuto un impatto decisivo sulla nuova creatura di Antonio Conte: “All’inizio su di lui c’era qualche perplessità. Per molti, ma non per me. Lo conoscevo, seguo il calcio inglese, il tempo mi ha dato ragione: è bravo in area di rigore, velocissimo e impossibile da fermare se lanciato in corsa. E poi si è dimostrato un grande professionista, un atleta a totale disposizione totale della società per cui lavora“.

INTESA – Giusto che l’Inter di domani riparta da questa coppia d’attacco? “Tutto è migliorabile, per carità, i campioni non sono mai troppi in nessun reparto. Ma non è lì che farei le prime mosse. E neppure in difesa, dove ci sono giocatori che farebbero i titolari in qualche club europeo. Se devo individuare un punto da migliorare, indicherei le due fasce. Juventus-Inter? Lasciamo stare le condizioni in cui si è giocato. Penso però che Conte abbia fatto un grande lavoro quest’anno, c’è un progetto chiaro e riconoscibile. Il gap con la Juventus era importante, se ripensiamo alla stagione precedente. I bianconeri poi hanno una rosa lunghissima, tante armi a disposizione. Eppure fino al k.o. di Torino l’Inter era in scia in classifica“.

BAGARRE – Qualora si dovesse tornare a giocare, la lotta per lo scudetto tornerebbe nel vivo: “C’era tanto equilibrio, prima dello stop, un peccato si stata interrotta proprio questa stagione. Dico solo che Claudio Lotito sarà anche antipatico, ma ci sa fare. E guai a chi dice che la Lazio è stata una sorpresa. A me personalmente sorprendeva quando negli anni passati chiudeva a tanti punti di distacco dalla vetta“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini


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