Aic attendista su taglio stipendi, vuole prima valutare i danni – TS

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19 Marzo 2020, 11:00
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“Tuttosport” fa il punto sulla questione stipendi. L’Aic ha una posizione attendista: vuole prima capire i danni ai club.

TAGLIO AGLI STIPENDI – Un taglio degli stipendi improntata alla progressività, come succede per la tassazione dei redditi: i calciatori di Serie A dovrebbero rinunciare a una quota percentuale di ingaggio più elevata rispetto a quella dei colleghi di Serie B e C. E all’interno della stessa categoria il sacrificio maggiore spetterà agli atleti che guadagnano di più. Sarebbe questa l’ipotesi allo studio per intervenire sui guadagni dei giocatori in modo da riequilibrare in parte le perdite dei club professionistici provocate dall’emergenza coronavirus.

TEMPOREGGIARE – L’Associazione italiana calciatori, secondo ricostruzioni, viene descritta come aperto a trattare sui tagli. In realtà il sindacato ha una posizione più attendista, espressa anche nel tavolo tecnico creato ad hoc dalla Lega Serie A, che si è riunito due giorni fa. L’organizzazione, guidata ancora per poche settimane da Damiano Tommasi, accetterà di parlare di questa eventualità ma solo quando saranno chiari i danni subiti dai club.

PROBLEMI VARI – In questa fase di totale incertezza non è ancora credibile stilare un bilancio preciso. Tutto dipende dalla possibilità di chiudere la stagione: in questo caso i problemi economici saranno inferiori perché gli eventi andrebbero in scena come previsto. E anche la tempistica dei pagamenti, secondo l’Aic, non fa propendere verso l’urgenza. Gli ingaggi netti relativi a gennaio, febbraio e marzo dovranno essere paga- ti a fine maggio. E il lordo degli stipendi è già stato ridotto dalle agevolazioni concesse dal Governo nei suoi provvedimenti economici per ridurre l’impatto dell’emergenza sulla struttura produttiva nazionale. La successiva rata degli ingaggi dovrà essere saldata a luglio al momento delle iscrizioni alla prossima stagione. Finora il danno stimato dalla Serie A è pari a 70 milioni, causato dalle partite rinviate o giocate a porte chiuse. Potrebbe salire a 150 milioni con altre gare a porte chiuse alla ripresa. Fino al tracollo da 700 milioni se il campionato non ripartirà. Sono valutazioni estremamente diverse che richiederanno anche sacrifici commisurati. I calciatori vogliono capire quale scenario si verificherà. In ogni caso le negoziazioni sono individuali. Non può essere il sindacato a decidere per i singoli atleti. Quindi gran parte delle trattative relative a un taglio dell’ingaggio passeranno dal rapporto tra calciatore e club.


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