Agostinelli: “Attenti a dire che Candreva non serve all’Inter”

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26 gennaio 2018, 01:05
Andrea Agostinelli

L’allenatore Andrea Agostinelli, ospite di “YouPremium Mercato” su Premium Sport, ha difeso Antonio Candreva dopo le tante critiche arrivate per il suo rendimento scadente nell’ultimo periodo. L’esterno ex Lazio sarebbe uno dei giocatori chiave anche per equilibrio nello schema tattico dell’Inter.

MANCANZE DA COLMARE«Javier Pastore è l’uomo, come poteva esserlo Radja Nainggolan. Non è una provocazione, ma perché possa giocare fra Mauro Icardi e i centrocampisti. Io credo che l’Inter sia una squadra un po’ monocorde, è una squadra compatta e forte ma che va sempre e solo sugli esterni per i cross su Icardi. Fermata lì l’Inter da grande squadra deve avere alternative diverse, cambiare il centrocampo a tre perché gente come João Mário e Marcelo Brozović è brava ma poi lo deve dimostrare in campo. L’Inter sta cercando quel giocatore davanti ai due centrocampisti che possa unire Icardi, andare dentro e fare gol lui, dare alternative altrimenti l’Inter è standardizzata e non credo possa continuare. Luciano Spalletti ha già fatto un grandissimo lavoro, per la Champions League mi sembra che oramai siano cinque a lottare per quattro posti. Mi aspetto la qualità, l’imprevedibilità del gioco che all’Inter manca. Il problema è stato centrato, ha preso Rafinha Alcântara ma mi sembra che l’Inter voglia andare su un altro trequartista, si parla di Pastore, non è finito il mercato dell’Inter. Se sta bene Rafinha è un giocatore di qualità: al Barcellona è difficile che passi gente scarsa, poi bisogna vedere come sta e le motivazioni, la qualità nessuno gliela leva».

CRITICHE ECCESSIVE«Prima di mettere in discussione Antonio Candreva ricordate che è un esterno che è vero che può essere in fase discendente, ma riesce a fare le due fasi come pochi in Italia. Se metti Rafinha e Ivan Perišić con un trequartista bisogna avere un equilibrio, Candreva è uno di quelli che te lo può dare, prima di dire che oramai può non servire stiamo molto attenti perché è sempre il re degli assist e dà una continuità di rendimento. Ce ne sono pochi di esterni che riescono a fare le due fasi, non è che se uno ha un appannamento di uno o due mesi bisogna mandarlo via. Quando non sta bene gioca meno bene di altri giocatori, tutto qua».







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