Adani: “Inter squadra matura! Ammiro Conte, ma Eriksen deve giocare!”

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6 Agosto 2020, 00:04
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Daniele Adani, ex calciatore dell’Inter e opinionista di “Sky Sport”, ha commentato la bella vittoria dei nerazzurri negli ottavi di finale di Europa League. Si parla del rendimento di Lukaku e Handanovic, ma anche dell’umore di Christian Eriksen e dell’atteggiamento di Antonio Conte

OBIETTIVO CENTRATO – L’Inter può sorridere: lunedì sera tornerà in Germania a giocarsi i quarti di finale di Europa League. La vittoria contro il Getafe ha consegnato diverse certezze alla formazione di Antonio Conte. Daniele Adani, opinionista di “Sky Sport” ha commentato così la prestazione dei nerazzurri: «Dentro una partita a più facce, l’Inter ha tenuto un atteggiamento giusto, pur andando in sofferenza contro una squadra che è un ventesimo dell’Inter. I migliori sono stati Samir Handanovic e Romelu Lukaku. Christian Eriksen? Non è una riserva. Il ragazzo è serio e Antonio Conte sta ottenendo tutto da tutti. Il danese vive di queste notti. Il Tottenham, l’anno scorso, è cresciuto a ritmo di Eriksen, non può non fare la differenza col Getafe. Lukaku? Da piccolo era già grande e già leader. Ogni volta che va in campo mette dentro testa e anima, lo si vede nei sacrifici e nel feeling con l’allenatore. Non diamo troppi meriti ad Alessandro Bastoni per il lancio nell’azione dell’1-0, quei palloni scolastici diventano buoni grazie al lavoro degli attaccanti. Con un attaccante così si lavora benissimo e con movimenti codificati. Ripulisce ogni pallone. Il Getafe è squadra preparata che riparte, poca qualità a parte Marc Cucurella. All’inizio è stato difficile per l’Inter costruire perché il Getafe pressava tanto e nei primi dieci minuti si è visto. Non so quanto possa aver influito la condizione fisica, anche perché dopo il lockdown il Getafe è andato pianissimo. L’Inter è stata matura nelle difficoltà».

LEADER FEROCE – Daniele Adani ha parlato anche di Antonio Conte e del suo rapporto con l’ambiente Inter: «Ha in testa due cose: famiglia e vittoria. E cerca di vivere ventiquattro ore al giorno. Gli allenatori non allenano ventiquattro ore al giorno, lui sì. È ossessionato, per questo a volte sbarella, perde la lucidità. L’allenatore non si discute, così come la professionalità e il lavoro. Non sempre sono d’accordo con le sue scelte ma rimango incantato dalla forza e dalla determinazione che lo portano al risultato. Per me lui è bravo quando deve costruire, la sua ossessione diventa un valore aggiunto. Detto questo, Eriksen deve giocare di più! Hai bisogno di qualità. Nel “fallimento” di un grande giocatore la colpa è reciproca».




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