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Adani: «Calhanoglu? Per caratteristiche non Eriksen. Inter, Dzeko gestione»

Adani trova diverse differenze fra Calhanoglu ed Eriksen, col primo che di fatto ha sostituito il secondo. L’ex difensore, presenza fissa di Bobo TV sul canale Twitch di Vieri, sull’Inter parla anche di Dzeko.

L’ANALISI – Daniele Adani torna su sabato sera: «La partita è da dividere in due, una che il Sassuolo meritava di vincere 3-0 e l’altra che ha meritato l’Inter. Questo succede coi cambi, c’è chi ha le potenzialità per farlo. Dico sempre che le partite durano fino al 70′ e poi gli ultimi venti minuti. Simone Inzaghi ha cambiato tutti i ruoli della squadra: l’Inter ha otto undicesimi uguali a quelli che hanno vinto meritatamente e anticipatamente l’anno scorso. Chi ha cambiato? Un 10, Hakan Calhanoglu, che non può essere Christian Eriksen per caratteristiche. Non ha il comando, il ritmo, le pause e il battito della squadra che ha Eriksen: quando è entrato titolare fisso, il 14 febbraio scorso in Inter-Lazio 3-1, non è più uscito e in quel giorno l’Inter supera il Milan. Calhanoglu deve fare di più, ma non è chiamato a fare Eriksen».

I CAMBI – Adani prosegue: «L’Inter deve trovare un rendimento come quello che ha avuto l’anno scorso. Denzel Dumfries non è Achraf Hakimi e non lo sarà mai. È un giocatore giovane, forte, che deve imparare e capire i tempi. Va aspettato, è giusto che l’Inter debba puntarci perché ha il passo, la personalità e un livello che ha acquisito. Non può rendere come Hakimi. L’attaccante non deve imparare da nessuno: Edin Dzeko deve solo gestire il corpo. Non può fare sessanta partite da novanta minuti, ma ha giocato con tutti i tipi di attaccante. Perché? Perché conosce un solo tipo di fare l’attaccante, che è quello giusto. Non dobbiamo vederlo nel paragone con Romelu Lukaku: ha sette anni in più, deve gestire il suo corpo. L’Inter ha delle rotazioni e per questo rimane una candidata».

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