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Shakhtar Donetsk-Inter, vietato (e insensato) guardare ai precedenti

Domani sera si giocherà Shakhtar Donetsk-Inter (ore 18.45), sfida valida per la seconda giornata dei gironi di Champions League. Le due squadre si affronteranno per la quarta volta in poco più di tredici mesi, ma non sono mai state così diverse.

PRECEDENTI RAVVICINATIQuattrocentosette giorni. Questo l’intervallo di tempo che separa la sfida tra Shakhtar Donetsk e Inter del 17 agosto 2020 e quella di domani sera (si giocherà a Kiev alle ore 18.45). In mezzo altri due incontri, nell’autunno del 2020. In poco e meno di un anno e mezzo, le due squadre si affronteranno cinque volte. Ma i precedenti non conteranno nulla, per almeno tre ragioni.

Shakhtar Donetsk-Inter: cambiano gli interpreti

NOMI NUOVI – L’Inter che domani affronterà lo Shakhtar Donetsk non è la stessa della semifinale di Europa League 2019/20. E di conseguenza non è la stessa che impattò 0-0 (due volte) nella scorsa edizione della Champions League. Non ci sono più Romelu Lukaku, Achraf Hakimi e Christian Eriksen, un ritornello che tifosi e addetti ai lavori ripetono spesso da inizio stagione. Ma c’è ancora Lautaro Martinez, che nel primo dei tre precedenti ha siglato una doppietta, e che vi è andato vicino nell’andata dello scorso anno, sempre in Champions League. L’argentino ha un conto aperto con gli ucraini, e domani punta a saldarlo.

Cambiano le panchine: anche in Ucraina si parla italiano

TECNICI NUOVI – C’è poi un profondo cambiamento anche sulle panchine dei due club. All’Inter ora c’è Simone Inzaghi, mentre in Ucraina è espatriato Roberto De Zerbi. Il decantato calcio organizzato dell’ex Sassuolo ha convinto lo Shakhtar Donetsk a puntare su di lui. Che ora vuole incrementare il suo bottino contro i nerazzurri (vedi focus). Le nuove guide tecniche cambiano in modo importante l’approccio delle due squadre, e il primo mese di stagione lo dimostra ampiamente.

Nuovi rapporti di forza

OBBLIGATORIO VINCERE – Cambiano infine le gerarchie tra Inter e Shakhtar Donetsk. I nerazzurri sono la testa di serie del girone, e la sconfitta alla prima contro il Real Madrid non cambia nulla sulla carta. La squadra di Inzaghi è più forte di quella di De Zerbi, così come quella di Antonio Conte era più forte di quella di Luis Castro. E dalla consapevolezza acquisita proprio nella sconfitta contro i blancos dovranno ripartire i nerazzurri. Domani sera l’Inter dovrà vincere, per tornare a festeggiare i 3 punti in Champions League e per indirizzare subito il suo cammino verso gli ottavi. Percorso lungo il quale lo Shakhtar Donetsk non può rappresentare più di un fastidioso ostacolo.

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