Serata dura per Lukaku e Lautaro Martinez, la coppia d’oro stecca – GdS

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7 Dicembre 2019, 10:36
Lukaku Lautaro Martinez Sassuolo-Inter
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La “Gazzetta dello Sport” sottolinea la prestazione opaca di Lukaku e Lautaro Martinez contro la Roma. I due attaccanti sono rimasti a secco.

SERATA A SECCO – Niente Lu-La piena. Per una notte nel cielo nerazzurro dentro il Meazza la Lu-La si eclissa, oscurata da troppi errori e da una difesa romanista che ringhia, che mette le mani addosso, che fa benissimo il suo lavoro. Doveva succedere, prima o poi: anche Lukaku e Lautaro sono umani, anche l’attacco dell’Inter può incepparsi e non segnare. Se proprio ci si doveva fermare, meglio con la Roma che con il Barcellona dirà qualcuno. Forse è vero così: martedì sera, sempre a San Siro, sarà vietato restare all’asciutto nello spareggio che vale gli ottavi di Champions. Con Conte non era mai capitato di non segnare: alla partita numero 20, ecco qui il primo zero alla casella gol fatti. E la prima notte in cui Romelu e il Toro sbattono contro un muro bello alto: Mirante, Smalling, Mancini. Contro loro tre è stata durissima per la Lu-La.

OCCASIONI SPRECATE – Là davanti il 9 e il 10 nerazzurro non avevano mai fatto tanta fatica. Lukaku e Lautaro in questi mesi si sono sempre trovati, sono cresciuti, hanno iniziato a segnare a raffica, tutti e due insieme. Stavolta, niente da fare. E col senno del poi l’occasionissima sprecata dal centravanti belga dopo una manciata di minuti può essere interpretata come un presagio di poche fortune. Nelle giornate di gloria quel pallone Romelu – fermo a 11 gol stagionali – l’avrebbe scaraventato in porta, ora la manona di Mirante è più forte di lui. Il duello del numero 9 interista con l’amico Smalling è da vedere: maniere forti, zero complimenti, pochissime chance concesse dal difensore giallorosso all’ex compagno al Manchester United. Romelu si inceppa e quando nel finale di primo tempo avrebbe la chance per mordere perde il momento buono.

TROPPO MOLLE – E Lautaro? Il numero 10 è un pesce fuor d’acqua per una buona mezz’ora: una cosa insolita per il Toro di quest’anno, affamato e decisivo praticamente sempre. Tredici gol tra Serie A e Champions, 5 reti nelle ultime tre partite, l’urlo del pubblico di San Siro che tocca il picco dei decibel quando sente il suo nome. Un biglietto da visita che, però, non impaurisce la Roma e che non fa fare mai un passo indietro a Mancini. L’ex Atalanta gioca con coraggio davanti all’attaccante più caldo del momento insieme a Immobile, ma l’argentino è troppo molle per essere vero e forse ci mette anche del suo. Certo, è vero che quando a un certo punto scambia improvvisamente con Borja Valero e tira sembra potersi svegliare. Poi, però, nel secondo tempo non riesce a tirare fuori niente di buono dai suoi piedi. Perché incassa troppi anticipi dalla difesa giallorossa e spreca diverse occasioni. Mirante lo mura con l’aiuto di Spinazzola, poi il Toro liscia a due passi dal portiere della Roma. Una serata no, da cancellare in fretta. L’eclissi della Lu-La da queste parti non piace. Molto meglio la Lu-La piena, magari già da martedì contro il Barcellona.


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