Pioli: “Inter forte e determinata. Ha una grande mentalità e collettivo”

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24 settembre 2018, 14:03

In attesa delle parole di Luciano Spalletti si è tenuta la conferenza stampa di Stefano Pioli in vista dell’anticipo del Meazza di domani sera Inter e Fiorentina che arriverà a questa partita con tre punti di vantaggio.

IDENTITÀ PRECISA – «Simeone può diventare più forte di Icardi? Secondo me sta crescendo tanto ma è chiaro che quando parliamo di Icardi parliamo di un attaccante con una media gol impressionante: un animale d’area capace di annusare ogni pallone che diventa pericoloso. Credo che Giovanni abbia caratteristiche diverse ma ha ampi margini di miglioramento e può diventare ancora più forte. Inter-Fiorentina all’inizio come un anno fa: cosa è cambiato? Che sia cambiato tantissimo credo che sia sotto gli occhi di tutti: siamo arrivati a giocare la partita dell’anno scorso con tanti debuttanti e tanti punti interrogativi perché la squadra non era ancora completa. Adesso invece possiamo dire che siamo una squadra che può e vuole giocarsela e che vuole andare a Milano a dare il massimo consapevole però delle difficoltà che troverà perché l’Inter ha grandi giocatori, un ottimo tecnico e quindi è una squadra costruita per vincere, per stare vicino alla Juventus e fare la Champions League quindi ci sarà da soffrire tanto ma abbiamo le qualità per mettere in campo una prestazione seria. Siamo una squadra seria e che dà tutto, con la SPAL abbiamo fatto bene ma è stato sabato e adesso dobbiamo pensare all’Inter è a recuperare energie perché è la quarta partita che giochiamo in dieci giorni e però stiamo bene e vogliamo cercare di dare il massimo anche domani sera. La formazione? Domani mattina vedrò, qualcosina comunque credo che cambierò perché le tre partite che abbiamo giocato sono state faticose e dispendiose però cercheremo di dare continuità a quello che stiamo facendo. Fiorentina spensierata? Il mio gruppo è consapevole, responsabile e ambizioso. Ogni partita è per noi un esame. A me piace giocare sempre alla pari degli avversari e l’Inter ha avuto i nostri stessi impegni e quindi siamo assolutamente alla pari. Non mi piace però quando affrontiamo avversari che non avevano giocato o che hanno avuto qualche giorno in più di riposo perché per mettere le squadre nelle migliori condizioni di dare spettacolo bisogna metterle sullo stesso livello di impegni, giorni di lavoro e giorni di recupero. L’Inter è una squadra forte che ha vinto le ultime due partite negli ultimi minuti e questo è un segnale di una grande mentalità e di condizione psico-fisica importante e quindi dobbiamo farci trovare pronti. Servirà grande concentrazione da parte nostra. L’Inter che segna nel finale? È un pericolo in più, è la capacità di star dentro la partita ed è quello che dobbiamo fare anche noi e che abbiamo fatto in questo inizio di campionato perché anche nella sconfitta di Napoli siamo stati in partita fino alla fine e potevamo recuperarla negli ultimi minuti quindi questa è una qualità molto importante che i nostri avversari stanno mettendo in evidenza e che va tenuta in grande considerazione per la partita di domani sera. Primo grande esame della stagione? Non sono d’accordo, ogni partita per noi è un esame. Ogni partita in esame è un esame da superare e nel quale farsi trovare preparati poi è ovvio che si alza il livello degli avversari perché stiamo parlando di una squadra costruita ripeto per vincere in Italia e in Europa e quindi se vuoi portare a casa qualcosa di positivo il tuo livello di prestazioni deve crescere ma l’importante è che noi abbiamo la nostra identità e che cerchiamo di metterla in campo. A Napoli abbiamo fatto un buon primo tempo ma non bene nella ripresa e questo deve essere un insegnamento perché abbiamo affrontato una squadra del livello dell’Inter e quindi domani dobbiamo fare per novantacinque minuti una partita all’altezza delle nostre capacità e all’altezza del nostro modo di stare in campo. Quanto la preoccupa che Icardi non abbia ancora segnato in Serie A? Ecco, lo sapevo (ride ndr). Il numero che guardo di più a fine partita sono le occasioni create in confronto alle occasioni subite e se riusciamo a tenere una buona differenza positiva vuol dire che la squadra sta lavorando bene e Napoli-Fiorentina a parte abbiamo sempre avuto equilibrio, abbiamo sempre creato tanto e abbiamo sempre subito poco ma possiamo ancora migliorare in tante cose. Sabato abbiamo concesso l’unica palla gol alla SPAL appena abbiamo segnato perché su un traversone non abbiamo difeso bene e domani sera sarà molto importante farlo perché l’Inter è la squadra che crossa di più in Italia e ha attaccanti molto pericolosi dentro l’area quindi sono tante le situazioni che vanno migliorate però stiamo anche dimostrando un certo equilibrio e su questo dobbiamo insistere. Icardi? Cosa devo dire? Dell’Inter preoccupa la forza del collettivo e adesso anche la mentalità che hanno perché chiaramente potevano andare in difficoltà se la partita di Champions fosse finita diversamente ma quella vittoria lì e quella nel finale a Genova ci porteranno a trovare una squadra molto determinata e molto aggressiva sopratutto all’inizio e quindi dovremo essere molto bravi a cercare di saltare la loro pressione per entrare dentro la partita con la giusta convinzione. Noi puntiamo a giocarci ogni singola partita con la convinzione di avere le nostre possibilità da giocarci e questo lo dobbiamo fare anche domani e se poi i nostri avversari saranno migliori, più bravi di noi, ne prenderemo atto. Non mi interessa la classifica, mi interessa che la squadra vada a giocarsi la partita con le proprie idee, con la propria identità, con la propria voglia, con il proprio spirito giocando una partita continuità per novantacinque minuti perché solamente se saremo continui e precisi dal punto di vista tecnico allora potremo avere le nostre possibilità. Punti in comune con Spalletti? Che ci stimiamo credo di sì, amici è un po’ troppo grande anche se ci incontriamo da tanti anni. Punto in comune sicuramente la pelata ma lui è molto più abbronzato di me. Lui è un ottimo allenatore, sicuramente tra i migliori che ci sono in Italia e sicuramente credo che lui sia molto più comunicativo ma ognuno di noi ha le proprie caratteristiche. Ha un modo di fare diverso dal mio: è più “toscano”, più brillante e fa più battute ma quello che conta è che abbiamo un ottimo rapporto e ritengo che sia un allenatore molto capace».







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