CONFERENZA – Le parole di Spalletti alla vigilia di Tottenham-Inter

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27 novembre 2018, 20:23
Spalletti Conferenza Stampa

Luciano Spalletti ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Tottenham-Inter, quinta giornata del Gruppo B della UEFA Champions League 2018/19 in programma domani sera. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

ORE 20.23 – La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia di Tottenham-Inter è appena terminata. Di seguito le risposte del tecnico dell’Inter, dall’ultima alla prima domanda ricevuta in sala stampa.

Dove può ancora migliorare l’Inter?
Non è una cosa sola, una giocata, un comportamento, una partita: è una serie. Tu devi portare a casa una serie di risultati, un numero di vittorie nei campionati che ti permette di prendere coscienza che hai quel carattere lì, quella garra lì. Essere esecutivo per tanti momenti, tenere il ghigno senza rilassarti per un numero di minuti. Ci sono giocatori che l’hanno vissuta durante la carriera questa crescita, fin da subito perché sono nati con quella caratteristica, altri se sono costruita e hanno faticato. Finché non superi quel numero che ti dà il premio, il livello di quel calcio lì, non dipende solo una partita, ma da lunghi periodi, da una mentalità che esibisci sempre quando sei in campo, non solo in partita. Uno può giocare cinque minuti dopo tre settimane, ma dopo aver fatto ventuno allenamenti, in cui c’è la stessa competitività delle partite. Se ti alleni bene, tutti crescono e sono pronti nel momento giusto, quando ci sono anche l’arbitro e gli avversari. E’ l’impegno, il farsi il culo giorno dopo giorno che fa la differenza, non solo una volta. Il contesto in cui sei nato fa la differenza, noi abbiamo sofferto per arrivare qui e dobbiamo farlo vedere domani sera.

Come sta la squadra a livello fisico?
Asamoah e D’Ambrosio probabilmente saranno della partita, ma abbiamo anche altre possibilità: abbiamo un numero di difensori, con un altro assetto, che ci permette di usarne altri. Per quello che sto vedendo sarà sempre più difficile andare a comporre l’undici che entra in campo, sicuramente non sarà quello titolare in conseguenza di quelli che rimarranno fuori che possono essere chiamate riserve. Ci saranno tre-quattro giocatori freschi, senza i novanta minuti della partita precedente, poi c’è qualcuno che dovrà rigiocare, ma i giorni sono sufficienti per avere recuperato. L’importanza della partita annulla qualsiasi difficoltà.

Come hai trovato il terreno di Wembley?
Non è un buonissimo terreno per giocarci queste partite, in Inghilterra sono abituati ad altro. Lo spettacolo ne risentirà, ma il campo è uguale per entrambe le squadre. Domani sera non c’è tempo per avere paura, c’è da pensare allo scorrimento momento dopo momento. Paura di cosa? Si viene a giocare su questo campo per assorbire subito tutte le notizie che ci vogliono per andare a sviluppare il nostro calcio.

Cos’è cambiato per l’Inter dall’andata?
Abbiamo giocato delle gare e preso confidenza con questa realtà. Abbiamo giocato una partita con due delle squadre più forti, anche loro ci hanno messo in difficoltà all’andata, però abbiamo fatto anche buone cose. Contro il Barcellona abbiamo imparato, ci hanno insegnato altre cose: al ritorno, anche se abbiamo pareggiato solo all’ultimo, ho visto un atteggiamento corretto della squadra, forse anche troppo giocato a viso aperto, abbiamo lasciato troppi spazi per farci male. Ci hanno dato delle notizie queste partite e i nostri calciatori hanno la testa giusta per il livello di squadra in cui giocano, per quello che dev’essere il livello di risultati da portare a casa, per questo sapranno fare le giuste osservazioni avendo un’esperienza importante.

Hai avuto modo di rivedere la partita della Juventus in casa del Tottenham?
Da lì è passato un po’ di tempo, non so le condizioni di allora, ma quelle attuali sì: stanno bene a livello di gioco e risultati, si trovano in un momento fisico al massimo. Sono allenati bene perché Pochettino è un grande nel fare il nostro lavoro. Passa sempre da quella che è la qualità che avrai nella costruzione del gioco, perché il tentare di portare a casa il risultato andandosi a difendere al limite dell’aria non funziona. Se si guarda la partita fatta contro il PSV Eindhoven, hanno vinto all’ultimo sì, ma la partita poteva avere un risultato clamoroso se fossero andate bene loro alcune situazioni. Dobbiamo andare in campo senza lasciare spazi per le ripartenze e facendo la nostra partita. Non mi piace l’Inter che aspetta nella propria metà campo, calpestata dagli altri. Si fa quello di cui si è sempre parlato: a volte non ci si riesce e si subiscono risultati anche dolorosi, però c’è un modo di confrontarsi quotidiano anche con i giocatori per voler fare la partita corretta, tentare di giocare sempre la palla, costruire una nostra identità. Quando ce l’hanno loro e sono più bravi di noi, dobbiamo scappare per difenderci, ma è sempre una mentalità che vuole incidere sul livello di gioco della partita, che non dev’essere assolutamente passiva. Senza intermittenza, ma di chi ha la conoscenza di chi sa dove andare e cosa realizzare.

Ti ha sorpreso il Tottenham contro il Chelsea? L’ha maltrattato per bene…
L’ho vista bene, tutti, ho mandato gente a vederla e l’ho anche rivista! Non è stato un maltrattamento così completo. All’inizio sono entrati in campo fortissimo e al Chelsea non è riuscito lo stesso palleggio di sempre come succede con Sarri, hanno sbagliato troppi palloni e ridato il pallino in mano troppe volte. Però, eccetto i primi venti minuti in cui hanno subito due gol e potevano subire il terzo, ci sono motivazioni e colpe per quanto riguarda gli avversari in quel momento di partita. Il Tottenham ha la sua forza, convinzione e qualità di strappo sulle fasce negli uno contro uno, ha forza fisica, sa giocare bene a calcio anche su un campo così. Se riesci a fare le cose che a loro danno fastidio, ribaltando lo scenario che s’immaginano, si può avere uno scorrimento diverso dalla gara che è stata contro il Chelsea. Penso che sia importante il blocco squadra nell’impatto della partita, che ci sia un atteggiamento concreto e convinto delle nostre qualità, se no poi, andando lì a fargli gestire il pallino, potrebbe essere difficile per chiunque, com’è stato per il Chelsea.

L’Inter ha due risultati su tre domani…
Stiamo attenti al gatto e alla volpe, diamo più retta al grillo parlante (ride, ndr). Il discorso è semplice: è tutta da guadagnare questa qualificazione, non si ha nessun vantaggio. I calciatori devono pensarla così, perché ci sarà da sudare tutto quello che abbiamo dentro, sapevamo che sarebbe stato così dopo il sorteggio. Avevamo detto che il quarto livello lo avevamo pagato tutto nel sorteggio del girone e, se c’è qualche mio giocatore che pensa non sia fondamentale fare risultato, si trova nel posto sbagliato: dobbiamo assolutamente pensare che la qualificazione è dentro il risultato della partita di domani.

Domani può essere una partita per entrare nella storia dell’Inter?
E’ una partita di questo livello, di quelle che noi dobbiamo ambire ad andare a giocare e non c’è pressione che tenga, perché poi quando mi dicono che si gioca a Wembley, uno dei monumenti del calcio europeo, l’emozione, la pressione, la difficoltà a livello di testa… noi veniamo da San Siro, siamo abituati a questo tipo di stadio e al calore intorno alla partita, sia a favore sia contrario, non fa differenza. Se no vorrebbe dire che non si ha la qualità per giocare in una delle squadre più forti della storia europea come l’Inter. Questa partita è il termometro per vedere se si ha il livello da Inter. Da quello che ho visto, tranne in alcuni casi, ormai ci siamo abituati a quel tipo di atteggiamento che hanno le squadre importanti, anche nel modo di parlare dei compagni, si vuole rimanere e migliorare in questo livello di calcio.

A che punto sentiresti di essere in Europa arrivando agli ottavi?
Penso di aver capito l’allusione: se arriviamo agli ottavi, non è precluso niente in futuro e sono d’accordo. Sarebbe un qualificarsi contro una delle più grandi squadre, che naturalmente hanno la convinzione di poter andare avanti negli scontri successivi. Questa cosa mi sembra nelle teste della mia squadra, ho visto cresciuti i miei calciatori a livello di mentalità vincente, perché quando si ha anche fare con un gruppo importante di venti giocatori forti a volte si rischia che diventino tutte riserve, andandoli a cambiare e facendoli giocare dieci minuti o tenendoli fuori per un paio di partite. Invece nella mia squadra, anche in allenamento, c’è la voglia di andare a misurarsi a livelli importanti e stanno diventando tutti titolari: questo è un atteggiamento mentale molto giusto, dà solidità per il futuro su cui costruire sopra.

Che significherebbe per te arrivare agli ottavi?
Sono tantissimi anni che il mondo interista aspetta di giocare queste partite, quello che diventa fondamentale per i nostri tifosi è vedere che noi siamo disposti a tutto per questo risultato. La possibilità di qualificarci è una cosa reale, ma dobbiamo ancora sudarla fino all’ultima goccia: è in ballo, ma abbiamo la possibilità come squadra di giocare il risultato di una partita contro qualsiasi avversario, poi in questa gara sia per noi sia per loro non c’è niente da nascondere, sarà uno scontro a viso aperto.

Il Tottenham deve assolutamente vincere, cosa ti aspetti?
Ho sentito le dichiarazioni di Pochettino, mi aspetto quello che ha detto: proveranno a vincere entrambe le partite, sono convinti di poterlo fare. Fin dal giorno del sorteggio sapevo che per qualificarci dovevamo eliminare una delle più grandi squadre dello scenario europeo, per cui… Pochettino è un allenatore forte a livello tecnico-tattico, il Tottenham cambia modulo, però si vede in tutte le forme che scende in campo quella che è la mano dell’allenatore, che conosce il suo lavoro. L’ho subito visto come uno forte dal punto di vista psicologico, che è fondamentale nei grandi club europei. Può succedere quello che dice Pochettino, ma anche il contrario: dalle nostre parti il mondo gira…

ORE 19.52 – Ecco Spalletti: inizia la conferenza del tecnico dell’Inter.

ORE 19.50 – Terminata la conferenza stampa di Kwadwo Asamoah e Ivan Perisic. Atteso finalmente Spalletti: entro cinque minuti e non oltre inizierà la conferenza stampa del tecnico nerazzurro alla vigilia di Tottenham-Inter.

ORE 19.40 – Finalmente inizia la conferenza stampa di Asamoah e Perisic. L’Inter giustifica il ritardo a causa del traffico trovato a Londra.

ORE 19.30 – Non ci sono novità ufficiali sul nuovo orario d’inizio della conferenza dei due giocatori dell’Inter, bisogna ancora attendere.

ORE 19.15 – La conferenza stampa di Asamoah e Perisic, così come quella di Spalletti, subirà un abbondante ritardo rispetto all’orario previsto: non è ancora iniziata. Restiamo in attesa dell’arrivo dei tre tesserati dell’Inter in sala stampa come da programma.

ORE 19.00 – Ancora non è iniziata la conferenza stampa di Asamoah e Perisic, pertanto per quella di Spalletti bisogna pazientare.

NB – In seguito ai vari aggiornamenti, le domande verranno pubblicate in ordine inverso, cioè dall’ultima alla prima.

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