Inter, Mancini si affida a 5 duri per fare il duro a Empoli – GdS

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6 gennaio 2016, 07:07
Mancini

Per l’Inter è arrivato il momento di tornare a giocare e nel tardo pomeriggio di oggi a Empoli non si scenderà in campo per scherzare: Mancini non si fida e sa che è arrivata l’ora di fare sul serio. Come analizzato dalla “Gazzetta dello Sport” odierna, sono cinque i “Bad Boys” su cui farà affidamento per mettere alle corde i padroni di casa

BAD BOYS NERAZZURRI – “Funziona così: che se non fai il duro non duri. Roberto Mancini lo sa, i suoi pure. Ripartenza scivolosa e insidiosa e incatramata: se non hai i cingoli, se non fai la faccia da Bad Boy, una squadra come l’Empoli ti passeggia addosso. Tutto nasce dal presupposto che l’Inter pizzicata forte dal KO con la Lazio adesso deve tirare fuori tutta la rabbia che ha dentro. In ognuno certo, ma in particolare nei suoi ‘ragazzacci'”.

JEISON MURILLO – “C’è chi vuole apparecchiare risposte e chi reagire alla panca, chi deve ammutolire voci inevitabili e chi ‘vendicarsi’, chi deve mordere come sempre e chi trasformarsi un po’ come dice (e fa) Jeison Murillo che da ragazzo molto light diventa guerriero dentro il campo”.

GARY MEDEL – “L’Inter deve fare la faccia all’arrabbiata. E chi, se non Gary Medel, può avere la faccia così, di suo e da gara? Gary si è via via ritagliato un ruolo da leader mezzo al campo, un ruolo con sempre maggior spessore. Era arrivato in sordina, non molla mai un colpo e il campo. Il più presente, il più affidabile, addirittura anche capitano. Nel ritiro di Doha è stato facile notare una cosa: nessuno parla e aiuta e corregge e anche costruttivamente sgrida di Medel durante le partitelle. Un Pitbull costantemente amplificato per la collettività. Rabbia accesa”.

MARCELO BROZOVIC – “E Marcelo Brozovic? E’ storia dell’altroieri. Fermato dalla polizia a Zagabria durante le feste di Natale coltasso alcolemico un po’ alto, due semafori saltati, strisce pedonali non rispettate e patente non ritirabile perché già ritirata. Ovviamente sul web si è scatenato di tutto. Ma il tagliafuori lo ha fatto Mancini”.

ADEM LJAJIC – “La rabbia addosso ce la deve avere (ce l’ha) anche Adem Ljajic. La sua assenza dall’inizio – contro la Lazio – si è sentita eccome e lui, come chiunque se ne deve stare in panca, bene non l’ha presa: sul finire del 2015 era il più in forma, a Doha sprintava con le scintille di chi vuole riattivare i crediti spavaldi acquisiti dal match contro la Roma in poi, quando il suo cambio di marcia ha dato l’accelerazione a tutta l’Inter. Gioca lui e forse Jovetic no, un altro che fra saliscendi campo-panchina di fulmini addosso ne deve avere un bel po’”.

MAURO ICARDI – “Niente di grave, pare, il fatto che Mauro Icardi sia solo a 7 gol. Il capitano gioca: per sé e per gli altri. Vuole presentarsi a Rio scintillante dopo un’annata che lo consacri bomber e faccia tosta di un’Inter che deve decollare. Maurito è uno che ha la testa dura. E che ha ragione quando pensa che parlare di crisi sia assurdo. Alla fine di dicembre di un campionato fa aveva segnato un solo gol in più di oggi. E il 6 gennaio fulminò la Juve. E poi arrivò a 22 reti. I duri fanno così, copiano e incollano il meglio fregandosene delle chiacchiere”.

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