Gattuso: “L’Inter non è morta, va rispettata. Icardi? Rispetto prima di tutto”

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16 marzo 2019, 14:03
Gattuso

In attesa delle parole di Luciano Spalletti è andata in scena la conferenza di Gennaro Gattuso in vista del derby di domani sera che vedrà il Milan terzo in classifica affrontare l’Inter quarta.

PARTITA PARTICOLARE – «Ogni derby ha una storia a sé, non dobbiamo pensare al derby di quattro mesi fa. Sento da diversi giorni che l’Inter è morta e che noi siamo i favoriti ma al derby non esiste nessun favorito: il derby è una partita a sé e bisogna giocarla con cuore, testa, rispettare l’avversario e prepararla bene. Dalla mia squadra voglio grande cuore, intelligenza e voglia. Bisogna rispettare l’Inter perché è una squadra composta da grandissimi campioni e può metterci in grandissima difficoltà. Noi dobbiamo essere bravi alla loro pressione perché quando la fanno la loro è una pressione molto alta, all’andata non ci hanno fatto respirare e domani penso che sarà la stessa partita. Bisogna avere coraggio perché all’andata non mi era piaciuto il nostro atteggiamento, eravamo contratti e domani voglio che giochino con testa libera. Mi interessa cosa ti può lasciare questa partita se le cose vanno male, non so se è la più importante ma so che giochiamo contro una squadra a cui possiamo fare male ma che ci può fare male. Mi preoccupano le altre dieci partite e se riusciremo a vincere il derby potrà darci qualcosa a livello mentale in vista delle prossime ma adesso dobbiamo concentrarci solo su questa. Come ha detto Calhanoglu è una partita che può servire a tutti perché siamo una squadra giovane e può aiutarci a proseguire il nostro percorso. Biglia titolare? Domani lo vedi. Io non sono abituato a pensare agli altri, non sono dentro lo spogliatoio dell’Inter e posso solo parlare di quello che succede nella mia squadra. Piatek? La differenza deve farla il collettivo, dobbiamo giocare da squadre e dovremo contare su tutti. Non siamo in condizione di poter vincere le partite con i singoli. Spalletti a rischio? Io penso che quando ero in discussione la colpa era dei risultati. Non ho mai pensato all’esonero ma sempre a lavorare perché se inizi a pensare che può essere la tua ultima partita puoi lasciare qualcosa. Siamo andati sempre avanti facendo quello che dovevamo fare. Non abbiamo mai pensato che potevamo lasciare il Milan, abbiamo sempre continuato a lavorare. Rivincita personale? Sinceramente no, non c’è nessuna rivincita, dobbiamo continuare a fare risultati, credere nel nostro obiettivo e far crescere i nostri giocatori. Per come piace a me la gestione, queste sono le partite di cui si vede parlare il meno possibile. Sono altre le partite in cui bisogna punzecchiare e far sentire la voce, si sente che c’è un’aria diversa e più nervosismo. Abbiamo lavorato tanto sul campo questa settimana ma pochissime urla e incitazione perché di tensione c’è già. Icardi? Mi viene difficile rispondere ma per come vedo il calcio io penso che anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto per gli altri componenti dello spogliatoio e quando vedo che qualcuno manca di rispetto agli altri posso diventare l’uomo più cattivo al mondo. Le squadre si costruiscono anche nello spogliatoio e tante volte il rispetto deve essere fondamentale, ma non solo dei giocatori ma anche di tutte le persone che girano intorno allo spogliatoio che è sacro. A me piace dire le cose in faccia: meglio mandarci a quel paese e non parlarci per uno o due giorni ma poi il rancore deve essere messo da parte. Milan super favorito e Inter in crisi: dove sta la fregatura? Non dobbiamo cascare in questo giochino, dobbiamo preparare bene la partita con umiltà e la consapevolezza che l’Inter è una squadra da rispettare. L’Inter è una squadra forte, è in difficoltà ma ti può fare male in qualsiasi momento e la fregatura sta qua: non dimenticarci quello che abbiamo passato e che abbiamo passato prima di loro. Milan in campo con rabbia? Sono d’accordo con Spalletti quando dice che non dobbiamo fare a botte: è un incontro di calcio e non dobbiamo parlare di rabbia, ci vuole lucidità, testa, calma e dopo vediamo però ripeto, domani bisogna avere tanto, tanto, tanto rispetto per l’avversario e noi dobbiamo giocare il nostro calcio facendo meglio della partita d’andata».

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