Di Francesco: “Pastore e Perotti non dall’inizio, potrei giocare a tre dietro”

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1 dicembre 2018, 14:53

Dopo Luciano Spalletti anche il collega Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa dell’importante posticipo dell’Olimpico di domani sera che vedrà la Roma affrontare l’Inter.

TANTE ASSENZE – «Sicuramente né Pastore né Perotti potranno essere utilizzati dal primo minuto. Pellegrini? Tra un po’ faremo l’ultimo allenamento che mi darà delle risposte definitive ma sicuramente se dovesse essere della partita non dall’inizio. Come sta lavorando per rafforzare l’aspetto psicologico? Non ho mai smesso, è un lavoro continuo che a volte non dà sempre i suoi frutti. Dobbiamo cercare tutti di tirare fuori quel qualcosa in più. Una squadra che fa un primo tempo in un certo modo col Real Madrid e poi torna alle solite lacune alle prime difficoltà ti fa capire che c’è ancora da lavorare. Magari ci vuole un pizzico di fortuna, che la palla entri e cambi un pochino la partita ma sta a noi far girare questo in tutti i sensi. Florenzi esterno d’attacco? Dirtelo darebbe un vantaggio a Luciano (Spalletti ndr) e quindi non parlerò di formazione ma è una cosa possibile, anche perché lo ha fatto in passato pure con me e ci sono tante assenze quindi tutto è possibile. Schick? Deve dare qualcosa in più e avere maggiore determinazione credendo nei suoi grandi mezzi perché l’aspetto mentale è fondamentale. Che destino ha la Roma? Credo che abbiamo bisogno veramente di uomini forti o aiutare quelli che in questo momento possono sentirsi un po’ più deboli. Credo che a questa squadra si possa tirare ancora qualcosa fuori anche se in questo momento hai poche scelte da fare. Siamo in debito con i tifosi e dobbiamo ridare loro qualcosa ma abbiamo ancora bisogno del loro sostegno. Abbiamo un obbligo verso questo maglia. Fazio titolare? Non lo so, fa parte di una rosa di giocatori e forse in questo momento l’unico reparto in cui ho scelta è la difesa però potrei anche giocare con la difesa a tre. La Roma fatica a ribaltare uno svantaggio: perché? Sarebbe fondamentale provare ad andare più in vantaggio perché poi vengono fuori queste paure. Cerco di trasmettere determinati concetti che avevo anche da calciatore ma non sempre è facile, un po’ come in una famiglia. Purtroppo nel nostro mondo il tempo è sempre poco e quindi dobbiamo cercare di abbreviare il più possibile questa crescita».

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