Cordaz: “Famiglia interista. Oggi concentrazione e testa bassa”

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3 febbraio 2018, 13:15

Il portiere del Crotone Alex Cordaz è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport per parlare dell’anticipo di questa sera del Giuseppe Meazza contro l’Inter, squadra che tifa e nella quale è cresciuto.

CUORE NERAZZURRO – «Zenga? Quando è arrivato qui gli ho detto “Mister ma stai scherzando? Avevo il tuo poster in camera da ragazzino a Cordignano in Veneto, dove sono cresciuto in una famiglia interista (mamma l’abbiamo fatta diventare, tifava Juve) con papà Livio, ex portiere, e ora ti ritrovo come mio allenatore?” E’ stato bello e ora remiamo tutti insieme per salvare ancora il Crotone. E’ dura, eh. L’arrivo all’Inter? Avevo gli occhi a cuoricino. Tutto era grande, strano, bello. Mi sembrava di essere capitato in una famiglia. Il polso rotto da un tiro di Recoba? Ormai fa parte dei ricordi. Mi arrivò una pallonata da vicino e il polso fece crac. Poi ebbi qualche problema con le operazioni e persi quasi un anno. Il Crotone? A Crotone devo il resto. E oggi posso definirmi un crotonese. Uno del nord, veneto vero, che parla in dialetto come può trovarsi nel profondo sud? Benissimo. Abbiamo creato un gruppo operaio che bada al sodo. Ragazzi umili, alcuni sono amici veri, come l’altro portiere Marcone Festa, Barberis, Stoian. Più tranquillo senza Icardi? C’è Eder. Fondamentale è stare concentrati e tenere la testa bassa».







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