Pellissier a Sky: “Il tributo di San Siro la più grande emozione di sempre”

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13 maggio 2019, 23:44

Sergio Pellissier, alla sua ultima apparizione a San Siro (ha annunciato il ritiro a fine stagione) ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Si parla del tributo ricevuto dal pubblico di San Siro al suo ingresso in campo

IL TRIBUTO DI SAN SIRO- “Emozionante, non me l’aspettavo. Queste sono le cose belle di questo sport e mi rimarranno finché avrò memoria, un ringraziamento enorme. La mia è una decisione definitiva, è giusto così e bisogna saper dire basta nel momento giusto”.

COME MAI QUESTO TRIBUTO?- “Bisognerebbe chiederlo a loro, non lo so. Forse hanno capito che io ho dato tutto nel mondo del calcio, mi sono meritato il Chievo, sono riuscito a far tanto in una società che ha lavorato tanto ed è emozionante, non ti aspetti che ti riconoscano quanto hai fatto. Ritrovarti a San Siro e uscire tra gli applausi, con una squadra importante come l’Inter è veramente emozionante, 22 anni che faccio questo lavoro ed è una delle emozioni più grandi che ho mai avuto”.

GIUSTO RITIRARSI ORA- “Io credo che si fanno delle scelte, sono arrivato a un punto che retrocedere senza poter dare un contributo, mi sono anche fatto male, e averci messo tanto a recuperare la forma è dura. Lì mi accorgo che gli anni fanno perdere tante partite e io non ce la faccio a stare a guardare la mia squadra che retrocede e perde malamente, fa male. E’ dura finire un ciclo e mi dispiacerebbe ricominciarne un altro senza poterlo portare a termine, spero arrivi qualcuno che faccia quello che ho fatto io e abbia voglia di giocare in questa squadra”.

FUTURO ALLENATORE DEL CHIEVO?- “Non credo di essere portato per fare l’allenatore, ho troppo istinto, mi piace vedere il calcio, ma dire cosa devono fare i giocatori non fa per me. Non credo proprio rimarrò a fare l’allenatore”.

IL MIGLIOR COMPAGNO MAI AVUTO- “Ho giocato con tanti ragazzi splendidi, ho giocato con Inglese, con Tiribocchi e Amauri quando il Chievo era un osso duro, con Bierhoff ma ho solo imparato e mi è servito per arrivare a 40 anni e giocare a questi livelli”.

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