Handanovic a IC: “Il calo c’è, bisogna superarlo”

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16 gennaio 2016, 17:59
handanovic

Il portiere sloveno, grande protagonista oggi contro l’Atalanta, ha parlato ai microfoni di Inter Channel della partita e degli obiettivi stagionali riconoscendo il fatto che l’Inter sembra aver accusato un calo nelle ultime settimane

Samir Handanovic è stato grande protagonista di Atalanta-Inter 1-1. Il portiere sloveno ha compiuto una serie di interventi prodigiosi che hanno probabilmente evitato all’Inter di subire la seconda sconfitta consecutiva dopo quella contro il Sassuolo, ma ai microfoni di Inter Channel l’estremo difensore dell’Inter sottolinea di aver soltanto fatto il suo lavoro: “Io sono in porta per fare il mio lavoro. Oggi era una partita tosta, lo sapevamo, ogni anno è difficile uscire con una vittoria, però abbiamo preso un punto che potevamo prendere anche in altre partite se ci accontentavamo, bisogna guardare avanti perché tanto ormai queste sono passate e bisogna ripartire”.

UN INTER CHE RISCHIA- “Certo che rischiamo, vogliamo sempre vincere, se vuoi stare in alto devi cercare di vincere, non so se era una partita di quelle, abbiamo avuto due/tre occasioni dove è mancato l’ultimo passaggio, però erano sempre occasioni”.

INTER IN CALO?- “Penso che c’è un calo, i risultati lo dimostrano, però succede a tutte le squadre durante il campionato, chi gioca a calcio lo sa che ad un certo punto del campionato ti può venire un calo mentale, un calo di concentrazione e non riesci a vincere, questo bisogna superarlo e dimenticarsi di quello che abbiamo fatto sino ad ora e ripartire”.

CAMPO DIFFICILE- “Noi ci alleniamo per far ripartire l’azione dalla difesa, si comincia a giocare da dietro, a volte magari esageriamo, ma non oggi, l’unica cosa che il campo non ci ha aiutato e dobbiamo essere più pratici quando il campo è così”.

IL RUOLO DEL PORTIERE-
“Io penso che il portiere debba essere il primo a difendere ma anche il primo ad attaccare (per far ripartire l’azione ndr), parte sempre tutto da dietro”.

LA PARATA PIU’DIFFICILE- “La parata più difficile? E’ sempre difficile, non è mai facile, l’importante è non sottovalutare la palla o la parata, per me è tutto difficile, basta essere concentrati e non farsi sorprendere dalle palle difficili, è questo il difficile”.

LA GRANDE PARATA SU CIGARINI- “Sulla parata di piede? Era una sponda e io sono andato, è una cosa con la quale ci alleniamo con mister Bonaiuti, sono andato perché ero in ritardo e dovevo coprire più spazio possibile ed è andata bene”.

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