Donadoni a MP: “Ci abbiamo provato, c’è dispiacere”

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11 febbraio 2018, 17:49

L’allenatore del Bologna Roberto Donadoni ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium dopo la sconfitta subita dalla sua squadra in casa dell’Inter

DISPIACERE PER LA SCONFITTA- “C’è dispiacere, è una partita che potevamo portare a casa, ma non siamo riusciti, un po’ per demerito nostro poi chiaro che finendo in nove diventa più complicato, anche in dieci abbiamo avuto possibilità invece per un pizzico non ce l’abbiamo fatta. Questo ci deve far capire che quanto stiamo facendo non è sufficiente, bisogna essere determinati, incisivi, cattivi, e non commettere ingenuità come quella di regalare due giocatori agli avversari”.

IL PRESUNTO RIGORE- “Tanto non conta nulla, non parliamo di questo, interpretano e decidono come meglio credono. Chiaro che un braccio a dieci centimetri dal corpo aumenta il volume del corpo, la cosa che dispiace di più non sembra proprio che sia attaccato al corpo, però detto questo il mio giudizio cambia poco, lo si vede chiaramente. La cosa che mi rammarica di più è la scelta dei cartellini, Mbaye è stato provocato quando è stato provocato e guardacaso in due o tre chi viene ammonito? Il giocatore del Bologna, il giocatore dell’Inter è sempre salvaguardato. Sull’espulsione di Masina, il pestone è forte, ma bisogna guardare la dinamica dell’azione. Il secondo cartellino giallo di Mbaye è una sua ingenuità, inutile intervenire in quel modo”.

L’INTERPRETAZIONE DELL’ARBITRO- “Non voglio dire nulla altrimenti qualcuno si offende, se mi dicono che quel braccio non è attaccato al corpo vuol dire che non è attaccato. Io sono convinto che il braccio lontano non sia un braccio dietro il corpo come spesso i difensori vanno, poi se vogliamo dire che era troppo vicino va bene, ma se lui va con le braccia dietro il corpo non lo tocca. Il difensore lì può cautelarsi, il difensore ha il tempo di metterlo dietro il corpo, facciamo che ogni volta che il pallone tocca il braccio è rigore e fine, altrimenti diventa solo interpretazione, non c’è una regola che sancisce con certezza: l’interpretazione è questa? Benissimo, l’accetto, ma la mia è diversa”.

SQUADRA PREVEDIBILE- “In questo dobbiamo migliorare, a volte c’è il passaggio che va provato, cercato, invece siamo un po’ troppo scontati e non osiamo, non giochiamo con la cattiveria che è necessaria. Chiaro che la differenza si fa su queste cose, dobbiamo avere più la volontà di cercare su queste cose, altrimenti si diventa troppo scontati e nella scontatezza l’avversario è agevolato”.

PALACIO UN ESEMPIO- “Gli esempi ci sono sempre in tutti gli ambienti e quegli esempi vanno imitati, studiati, capiti, compresi e bisogna cercare di studiarlo. La cosa triste è che abbiamo fatto una partita in cui ce la siamo giocata, abbiamo perso, con alcuni giocatori importanti persi. Chiaro che questa diventa una situazione di emergenza e tutti devono essere bravi a tirare fuori qualcosa in più da questi esempi come Rodrigo, un giocatore da elogiare e seguire in tutto quello che fa”.







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