Tottenham-Inter: Spalletti vittima del turnover altrui, paga azzardo Nainggolan

Articolo di
29 novembre 2018, 01:38
Nainggolan Spalletti

Doccia fredda per l’Inter a Londra, dove il Tottenham passa nel finale: l’1-0 firmato Eriksen complica il sogno qualificazione agli ottavi, infatti ora è necessario far incastrare due risultati nell’ultima giornata. Spalletti azzarda la mossa Nainggolan dal 1′ e la paga, ma a vincere la partita è lo stratega Pochettino

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Tottenham: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic; Icardi.

Tottenham-Inter Probabile Formazione

Tottenham-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Spalletti ritrova Brozovic in regia e punta sull’Inter più “scontata” possibile fin da inizio stagione: nel 4-2-3-1 c’è Nainggolan a raccordare i reparti, mentre sulle fasce si è praticamente costretti a puntare sulle coppie D’Ambrosio-Politano a destra e Asamoah-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – Come ampiamente previsto, il Tottenham attacca sulle fasce, dove l’Inter va subito in sofferenza sulla sua destra. Nainggolan non svolge al 100% il suo lavoro di raccordo, infatti si crea spesso una prateria tra centrocampo e attacco. Inter molto abbottonata con le due ali molto più basse del previsto: è una sorta di 4-4-1-1 con Nainggolan che oscilla in tutte le direzioni, ma facendo moltissima fatica a coprire il campo. La traversa di Winks al 38′ salva Handanovic dopo un lungo assedio del Tottenham. Al 44′ primo cambio per l’Inter: fuori Nainggolan, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si posiziona sulla trequarti per sostituire il belga, che a causa di un affaticamento muscolare non è nelle condizioni atletiche per giocare in maniera produttiva. Il primo tempo termina 0-0: bene così, pur facendo poco.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con l’undici che ha terminato la prima frazione e l’Inter, con Borja Valero nel suo motore, è più precisa nel palleggio, presente sulla palla, corta in campo e concreta nelle giocate offensive: più densità in mezzo al campo, meno sofferenza in difesa. L’Inter è più sicura di sé e può provare a fare la partita, anche se il Tottenham non molla un centimetro. Aumenta la stanchezza in alcuni singoli, soprattutto da centrocampo in giù. Al 80′ il Tottenham va in vantaggio: Sissoko taglia il campo e l’Inter in due, così un inserimento letale di Eriksen in area fa cambiare il risultato. Al 82′ secondo cambio per Spalletti: fuori de Vrij, dentro Miranda. Staffetta in difesa a causa di un problema fisico per l’olandese, il brasiliano si piazza sul centro-sinistra con Skriniar che scala alla sua destra. Al 83′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Keita. Il senegalese agisce da ala sinistra, Perisic si sposta a destra (come da immagine sotto allegata, ndr). L’Inter cerca il pareggio fino alla fine, ma senza fortuna. Il secondo tempo termina 1-0: sconfitta dolorosa, qualificazione più complicata.

Tottenham-Inter Formazione Finale

Tottenham-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Fino allo 0-0 si può parlare di prestazione paradossalmente dignitosa con Borja Valero protagonista, ma con l’1-0 pesa l’uomo in meno: Nainggolan. Qui qualcuno non ce la racconta giusta, perché Nainggolan fa fatica fin dai primi minuti, quindi è difficile credere alla teoria dell’infortunio a partita in corso, più facile credere a una condizione insufficiente già in precedenza. E sono 44′ drammatici quelli di Nainggolan, che non trova mai né la posizione né la giocata giusta: a che serve far ruotare tutta la squadra intorno a un perno che non gira? L’uscita dal campo dà sollievo a tutti, anche per via dell’impegno di Borja Valero. In ritardo.

COMMENTO – Inutile partire dalla preistoria per analizzare quanto successo a Wembley: l’Inter poteva fare tutto tranne che perdere, e ha perso. Alla fine. La storia dei due risultati su tre a disposizione, però, è un controsenso che Spalletti paga indirettamente: andato in campo per mantenere lo 0-0 in condizioni praticamente impossibili, l’1-0 è di fatti annunciato. L’Inter non merita di perdere, forse, ma perde meritatamente per l’approccio avuto. E Spalletti ci mette tanto del suo. Con la scelta di Nainggolan dal 1′, ma anche con quella di non schierare un attaccante in più (Lautaro Martinez?) quando sarebbe servito provare a tenere basso il Tottenham, che ha dominato in mezzo al campo e arato con facilità le fasce. Ma ci mette tanto del suo soprattutto Pochettino, che illude tutti con uno pseudo-turnover da Champions – tra l’altro annunciato in conferenza stampa (alla faccia della pre-tattica…) – e nella ripresa, inserendo i titolarissimi, vince la partita quando l’Inter è ormai stanca: il gol di Eriksen nasce da qui, strategia pura di Pochettino. La nota stonata, quindi, è che quando l’Inter cade c’è sempre un pizzico di “Spallettifobia” (la paura di Spalletti, nel senso possessivo del termine), che prepara male la partita e non la legge bene in corso. Così com’è giusto esaltare il tecnico quando fa la differenza positivamente, stavolta va sottolineata questa serie di errori. Male, malissimo. Ma non è ancora finita. L’Inter in casa contro il PSV Eindhoven ha ancora la possibilità di regalarsi gli ottavi di Champions, ammesso che il Barcellona non crolli in casa contro il Tottenham: crederci sempre sì, ma così – dopo il passo falso di Londra – fa un po’ male.

Inter-news.it - Google News Inter-news.it - New Now





ALTRE NOTIZIE