Torino-Inter: Spalletti ha un solo 11 causa mercato e Vecino non la prende

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27 gennaio 2019, 22:49
Vecino Spalletti

Altro passo falso dell’Inter, che a Torino riesce a fare peggio di una settimana fa conto il Sassuolo: l’1-0 firmato da Izzo punisce una squadra mai scesa in campo né per vincere né per giocarsela alla pari a causa di problemi che vanno al di là degli aspetti tecnico-tattici. Spalletti “paga” gli ultimi giorni di mercato schierando un’Inter improvvisata e il blackout di Vecino descrive benissimo quello che non funziona

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Torino: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Miranda; D’Ambrosio, Vecino, Brozovic, Joao Mario, Dalbert; Lautaro Martinez; Icardi.

Torino-Inter Formazione Ufficiale

Torino-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Le situazioni avverse (cattiva condizione, noti infortuni e mercato in uscita) costringono Spalletti a stravolgere l’Inter, che scende in campo con una difesa a tre che in realtà è a cinque, il solo Brozovic a fare da riferimento in mezzo e le due punte pure, una sorta di 3-5-1-1, un’anomalia rispetto a quanto visto finora in stagione.

PRIMO TEMPO – La “nuova” disposizione dell’Inter in campo non dà grandi garanzie nei primi minuti, dove l’unico spunto interessante arriva dalla triangolazione Joao Mario-Dalbert-Lautaro Martinez, con l’argentino che spreca la prima palla-gol della serata. Credere di avere la meglio contro Mazzarri sulle fasce avendo due terzini adattati è utopia, infatti da lì a poco l’Inter non trova più il modo di impensierire un Torino ben organizzato. Al 35′ il Torino passa in vantaggio con il gol di Izzo, che svetta su D’Ambrosio e supera Handanovic, entrambi immobili sia in marcatura sia in uscita su calcio d’angolo. Lo svantaggio innervosisce l’Inter, che continua a non trovare il modo di giocare con ordine in costruzione, il tentativo di finalizzazione è uno step mai esplorato. Il primo tempo termina 1-0: complessivamente una brutta Inter, che regala anche il gol.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche e ciò denota il problema in panchina, dove sono presenti alternative solo teoriche, dato che la condizione fisica e mentale non ne favorisce l’utilizzo. Al 55′ primo cambio per l’Inter: fuori Miranda, dentro Nainggolan. La fisicità del belga in mezzo al campo non dà il giusto contributo, sebbene la giornata no delle due mezzali in entrambe le fasi di gioco sia al limite dell’imbarazzante. Al 71′ secondo cambio per Spalletti: fuori Joao Mario, dentro Politano. L’ingresso dell’italiano, che agisce da ala destra, dà vivacità alla manovra dell’Inter, ma solo ed esclusivamente quando la palla è tra i suoi piedi, di fatto i compagni sono avulsi dal gioco. Al 83′ terzo e ultimo per l’Inter: fuori Vecino, dentro Candreva. La mossa della disperazione con il conseguente passaggio al 4-2-3-1 è dettata dalla coppia Dalbert-Candreva che agisce sulla corsia mancina, da dove ovviamente non ci si aspettano grandi cose. Regna il caos e il nervosismo, infatti al 86′ l’Inter rimane in dieci per l’espulsione di Politano, che costringe la squadra a chiudere con il 4-2-2-1 (come da immagine sotto allegata, ndr). Il secondo tempo termina 1-0: sconfitta senza appello per l’Inter.

Torino-Inter Formazione Finale

Torino-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Prenderne uno per colpirne (difficile “educarne”…) tutti, è davvero il caso di dirlo stavolta, facendo un nome a caso: Vecino. I tempi del “la prende Vecino” sono ormai lontani anni luce dopo l’ennesima prestazione negativa a centrocampo, dove non funziona (per motivi diversi) al pari di Joao Mario, Brozovic e Nainggolan, ovvero tutti quelli che scendono in campo in una situazione tattica poco chiara, ma soprattutto atleticamente inqualificabile. I problemi di qualità e quantità restano, il fantasma di Vecino non basta più. Sparito.

COMMENTO – Un’altra brutta prova dell’Inter, figlia più dei problemi extra-campo che di quelli in campo, dove comunque la squadra non gira. E i motivi sono facili da intuire: Spalletti manda in campo l’unico undici nelle condizioni di scendere in campo, ovvero senza mal di pancia di mercato e acciacchi vari. Non poter schierare Perisic né dal 1′ né nella ripresa per tentare di recuperare il risultato sottolinea la gravità della situazione: l’Inter va a Torino complicandosi la vita già prima di scendere in campo. Il resto vien da sé. Difficile analizzare di più una prestazione così indegna, tecnicamente scarsa, tatticamente vuota, atleticamente scarica, mentalmente spenta. E si potrebbe andare avanti con “complimenti” tutt’altro che tali. A meno di quattro giorni dalla chiusura del mercato c’è più di un problema da risolvere (Perisic quello più esplicito e pesante) e bisogna fare un miracolo sportivo per uscirne nel migliore dei modi. L’unica cosa da capire è che stavolta non basterà raggiungere l’obiettivo minimo (quarto posto e qualificazione in Champions League) all’ultima azione stagionale disponibile: Vecino e i suoi compagni quest’anno “la prendano” ben prima del 20 maggio affinché l’Inter non perda la dignità.

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